Tanto non ci prendi!

Quando un gatto appena adottato decide di abbandonare un pizzico di paura, per andare alla scoperta della casa che lo ospita, è allora che comincia l’avventura.

Il viaggio esplorativo di Silver è partito da… dal bagno. Non sarebbe potuto essere altrimenti.

Dopo giorni passati addosso al suo cuscino marrone, sopra il ripiano del mobiletto che – fino a quel momento – era stato il posto riservato di carta igienica, ovatta e di poche altre cose indispensabili in un bagno; finalmente doveva essere suonato il campanellino che intimava la necessità di maggiore movimento e… di meno fifa.

Non eravamo in casa quando Silver ha deciso che scorrazzare qua e là per le stanze potesse essere un buon modo per ingannare il tempo e posso solo immaginare il suo atteggiamento, un passetto felino dopo l’altro. Ma, quando siamo rientrati, non c’era da avere dubbi sul fatto che qualcosa fosse cambiato.

L’abbiamo trovato addormentato in mezzo al plaid di pile lasciato arruffato sopra il divano. Segno evidente che quel breve attimo insieme, a goderci il finale di un film, non doveva essere poi stato tanto male.

Una rapida occhiata in giro e… chi è stato a far cadere Coccinella, Chiocciola, Elefantino e Tartaruga?!?

Lo so. Vi starete domandando chi sono.

Posso rassicurare immediatamente sul fatto di non avere uno zoo in casa (più o meno). Anche se l’idea di essere circondata dagli animali mi intriga parecchio e almeno due – di quelli detti sopra – sono piccoli amici gusciati che nell’arco di 32 anni sono stati per davvero miei compagni di viaggio.

Coccinella, Chiocciola, Elefantino e Tartaruga sono loro.

Elefantino, Chiocciola, Coccinella e Tartaruga

Quattro animaletti in resina trovati in uno di quegli shop ‘tutto a 99 cent.’ di cui, ok! lo ammetto, mi sono innamorata al primo sguardo.

La proposta del negozio era di utilizzarli come bomboniere da battesimo. Io li ho scelti come portafortuna domestici.

C’è sempre bisogno di una spruzzatina di fortuna nella vita! Come fosse noce moscata sulla besciamella.

Non vado pazza per i soprammobili e, se proprio devo scegliere qualcosa con cui riempire degli spazi in casa, spero sempre di riuscire a farlo con libri, con dvd, o con delle fotografie.

Pure trovandomi parecchio a mio agio nei panni della creativa (lo confesso, alle volte mi diverto ad abbandonare i miei giochi di parole per pasticciare con colori, pasta di mais, carta, legno, perline e materiali di altro genere), in casa non ho niente – almeno per il momento, mai dire mai! 😉 – che appartenga al genere handmade e, se escludo la mania per le tazze, che utilizzo volentieri anche come portapenne e svuota tasche e una piccolissima, recentissima passione per le piante grasse (soprattutto perché, stando almeno alla mia esperienza, al momento sono le uniche che riescono a convivere – e a sopravvivere – con il mio pollice non proprio verdissimo)… Sì! Coccinella, Chiocciola, Elefantino e Tartaruga, sono gli unici soprammobili che ci sono in cucina.

Sarebbe andata peggio se si fosse messo a giocare con i libri, con i dvd, o con le tazze.

Ho provato a immaginare la sensazione qualora – rientrando in casa – avessi trovato pezzi di pagine sparsi per il pavimento, copertine rosicchiate, custodie di dvd graffiate, cocci in giro e caos – tanto caos – generale. No! Meglio non pensarci nemmeno.

Soddisfatta, ho acceso il bollitore per preparare il tè.

È proprio vero che… le cose acquistano più valore, nel momento stesso in cui realizzi che avresti potuto non averle più.

Le nostre mug ancora intatte non sono mai state tanto belle, da vedere.

Se non ci fossimo limitati a pensare al ‘pericolo-gatto-in-casa’ solo in termini di oggetti, forse saremmo riusciti anche ad accorgerci del fatto che: Silver doveva già aver fatto le presentazioni con i nostri due pesci.

Su Calimero e Priscilla non c’è molto da dire. Se non che – come la maggior parte dei pesci che finiscono a vivere in casa con degli umani – sono stati il nostro primo tentativo di animale domestico. La risposta all’esigenze iniziali: non troppo impegnativo e non essere gli unici esseri viventi (piante grasse escluse) tra le nostre quattro mura.

I loro nomi? Forse un po’ insoliti per dei pesci. Frutto di un’ispirazione rapidissima, e non troppo originale, di prima mattina.

Uno arancione, l’altro nero. La Tv che funziona solo su alcuni canali. Rai YoYo a tenerci compagnia, il più delle volte, mentre siamo impegnati con latte e biscotti.

Le avventure del pulcino nero, della sua fidanzatina e dei suoi inseparabili amici precedono quelle della più recente ‘Squadra della Giungla’.

Lui nero, lei arancione. Ipotizzando che i nostri pesci possano essere uno un lui, l’altro una lei: Calimero & Priscilla. Detto. Fatto.

Siamo già a tavola per la cena, quando ci rendiamo conto che devono aver già conosciuto il gatto. Se non altro, il gatto ha già conosciuto loro.

Silver ha talmente superato la paura di rimanere nella stessa stanza con noi, che non solo non corre a nascondersi in bagno soffiando, ma gironzola per il pavimento con un’inedita nonchalance e – guarda un po’ – si trattiene volentieri nei pressi del comodino dove c’è… l’acquario.

Un giretto. Due. Tre. La coda che si muove con un ritmo allegro.

Non c’è il tempo per capire. Un salto e via.

Rimango a fissare il gatto, che fissa i pesci. E, se anche a posteriori penso che – forse – avrei dovuto fare immediatamente qualcosa per distogliere la sua attenzione, sul momento l’impulso di prendere il cellulare per scattare una foto è stato più forte di qualsiasi altra intenzione o necessità.

Silver vs Pesci

Fortunatamente, nessuna conseguenza grave.

Immagino che Calimero e Priscilla debbano la loro salvezza al proverbiale odio dei gatti per l’acqua.

La zampina di Silver ha provato ad acciuffarli un paio di volte, ma… sempre senza risultato.

Sono scoppiata a ridere. «Penso proprio che non possiamo fare finta di niente!».

E, mentre cercavo di frenare l’immaginazione, che già vedeva Silver pronto a cucinarseli allo spiedo, o saltati in padella, a malincuore ho concluso: «Dobbiamo spostare l’acquario di lì e fare in modo che il gatto non possa più raggiungerlo».

Dilemma.

Quanto si può essere certi di riuscire a farla ad un gatto?

Un’occhiata rapida agli scaffali fissati in basso sulla parete è bastata per capire che: No! Non facevano al caso nostro.

Piazzare l’acquario sopra i pensili della cucina, d’altro canto, avrebbe significato non riuscire più a vedere i pesci.

Sperare che Silver non avrebbe tentato nuovi approcci futuri era da considerarsi un eccesso di ottimismo.

«Magari stringono amicizia e, mentre noi siamo al lavoro, coinvolgono anche Miky per una partita a briscola. Te lo immagini Silver, a gestire una cosa del genere?».

Ok. Miky è la chiocciola africana di cui non ho ancora avuto modo di parlare. Riguardo al fatto di potere riuscire a farlo in futuro?!? Beh! Dipende tutto dall’evolversi di queste mie stramberie mentali. Alle volte immagino scenari che… mah! Speriamo bene 😉

Tornando seri.

Alla fine, la scelta è stata la stessa che all’inizio – appena preso l’acquario –  avevamo voluto evitare.

Qual è il luogo più classico per un vaso di pesci?

Il sopra del frigorifero. Ovvio!

Siamo riusciti a fare lo scambio con la bilancia, senza che il micio se ne accorgesse.

Anche Calimero e Priscilla sembra non abbiano fatto caso allo spostamento. Almeno, non troppo.

Il primo ha una vera e propria passione per i sassolini sul fondo e continua a rovistarci in mezzo, come se stesse cercando un tesoro. La seconda… ecco! L’atteggiamento della seconda, pensandoci bene, è un po’ più insolito.

Pensate che i pesci possano fare yoga?

È ciò che immagino (accidenti a me!), mentre rimango ad osservarla che – perfettamente immobile – fa su e giù tra il fondo dell’acquario e il livello dell’acqua.

Forse, mentalmente, sta anche dicendo il suo ‘Om’. Chissà.

Magari, l’assalto felino ha minato talmente tanto il suo equilibrio interiore, che – adesso – ha bisogno di ristabilire la calma e in quel modo funziona.

Strano, ma vero, io – guardandola – riesco a calmarmi.

I pesci non faranno Miao, ma… alle volte sanno tranquillizzare.

Così, mentre Silver è intento a discutere con una ciabatta rubata in camera, almeno per un po’ penso di essere riuscita a fargliela.

Sempre che non sia un gatto pratico di arrampicata e non decida di aiutarsi con i magneti attaccati al frigo, per raggiugere i pesci.

Speriamo di no!

E immagino che Calimero e Priscilla lo sperino più di me. Sono sicura che le bollicine che si vedono siano tutte dedicate a Silver, perché… “Prrr!!! Tanto non ci prendi… Tanto non ci prendi…”.

L’idea della partita a carte è decisamente da abbandonare. Diciamocelo.

Alla prossima!

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