Questo non è un OblòPost politico!

La domenica mattina inizia, il più delle volte, con una tranquillissima tazza di latte e biscotti e con un pensiero bellissimo: “Non ho impegni!”.

Non avere impegni, per me, soprattutto in questo periodo dove mille e più progetti sgomitano nella mente per avere la precedenza, significa avere la possibilità di oziare un po’ di più sotto le coperte; in compagnia di un buon libro.

La domenica mattina libera da incombenze e/o progetti di vario genere, vuol significare anche che – in qualche modo – il sabato appena trascorso è stato uno di quei sabati produttivi. Un sabato produttivo che, diciamolo pure, era ciò che stavo aspettando e… proprio quel che ci voleva.

Or dunque… progetti sgomitanti, fatevi in là!

Prendo il mio libro sul comodino (una lettura di cui parlerò in uno degli OblòPost futuri) e, come se per davvero non contasse nient’altro, riesco a macinare quel numero di pagine che da un po’ si era trasformato in un obiettivo davvero, ma davvero troppo ambizioso.

Non che mi lamenti della mia vita da lettrice, ma…

Un conto è riuscire a finire un libro in tre o quattro ‘sedute di lettura’, tutt’altra storia – invece – è spizzicare la storia; approfittando di ogni momento libero, con la speranza che quest’ultimo non venga aggredito da un attacco di sonno. Brutta faccenda… davvero una brutta faccenda, gli attacchi di sonno!

Non vorrei sembrare quel tipo di persona che coglie al volo l’occasione per lamentarsi del proprio tran-tran quotidiano, però… ci sono momenti in cui non riesco proprio a fare a meno di pensare a quando l’unico impegno era lo studio, a quando tutto scorreva un po’ più lento e a quando accumulare letture completate era più facile che dire: Supercalifragilistichespiralidoso! Bei tempi; per davvero.

Ok.

Lo so. Lo so. Forse, un pochino ora mi sto lamentando e sto cadendo preda dell’autocommiserazione.

Datemi un attimo…

Eccomi di nuovo fresca, pimpante e con la ferma intenzione di mantenere alla larga ogni sorta di turbamento interiore.

È una domenica libera da impegni. È una domenica libera da impegni.

Continuo a ripetermelo fino a che una voce esterna, ancora rauca di sonno, si intromette nei miei pensieri con una domanda secca che, sinceramente, è riuscita a spiazzarmi.

“A che ora vai a votare?”.

Ok. Calma. Lo so cosa state pensando.

Dopo esservi sembrata un tantino preda della nostalgia, adesso sicuro state pensando che – più che a Mary Poppins – io possa somigliare alla Fata Smemorina.

Ci sono domeniche libere da impegni che rimangono tali solo per un po’… fino a che la realtà non arriva a reclamare attenzione.

La tessera elettorale poggiata sopra il comò mi rincuora del fatto che non me ne stessi dimenticando (diciamocelo… del tutto, completamente, assolutamente… impossibile). Il fatto che io non l’abbia inserito tra i primi pensieri della mattina… Beh! Questa è tutt’altra faccenda, che non sto nemmeno a spiegare.

Voglio tranquillizzare subito chi di voi abbia avuto il buon cuore di arrivare a leggere fino a qui: questo OblòPost non è di taglio politico.

Dopo il tranquillo appuntamento con latte e biscotti, dopo la lettura di un numero di pagine che non avrei potuto immaginare e successivamente ad una bella doccia rivitalizzante… tessera elettorale alla mano, sono uscita di casa per andare ad espletare il mio dovere di cittadina italiana.

Non so come la pensiate al riguardo, ma… sono dell’idea che il diritto al volo sia uno di quei diritti cui è indispensabile avvalersi.

Piccola parentesi a parte, ho trovato curioso il fatto che, persino a pochi metri dalla cabina elettorale, cercando di espletare il più velocemente possibile la registrazione della mia presenza lì, il pensiero cardine della domenica mattina si è fatto nuovamente avanti, in una veste del tutto inaspettata.

“Sarebbe bello, oppure no, poter fare un salto indietro nel tempo?”.

Appartengo alla classe 1985. La mia tessera elettorale è del 2002. Per una piccola, minuscola, frazione di secondo, una delle addette al Seggio ha confuso le date e – per un’istante – è rimasta incerta sul ‘per cosa’ dovessi votare.

Ho evitato di far presente che, fossi veramente stata del 2002, non avrei ancora posseduto la mia tessera elettorale e – invece di essere lì – sarei potuta essere tranquillamente altrove, magari in compagnia di un buon libro, senza sentirmi in colpa nei confronti dello Stato.

Mi sono ritrovata a sorridere quando, visibilmente in imbarazzo, la Signora ha cercato di uscire dalla situazione con una risatina e con un: “Sarebbe potuto essere bello, no?!?”.

Ho appena fatto in tempo ad annuire e a blaterare un velocissimo: “Mah…sì!”, che subito si è rabbuiata: “No, no, no! Per carità… no! Te lo immagini dover tornare a scuola… dover affrontare di nuovo l’adolescenza…meglio di no!”.

Vabbè! A parte il fatto che si stava dicendo così, tanto per dire…

Non ho un trauma scolastico talmente elevato da costringermi a ripugnare il pensiero di un eventuale ritorno sui banchi, né penso di aver vissuto un’adolescenza carica di problematiche.

Perciò… sì! Alle volte penso che sarebbe bello poter fare un salto indietro. Ci sono giorni in cui mi ritrovo a pensare anche a quali sarebbero potute essere le mie scelte, con la consapevolezza di oggi. In alcuni attimi, sento il bisogno di credere che almeno una piccola parte della ragazzina che ero esiste ancora.

Non perché non vada d’accordo con l’adulta che sono, ma… per quella continuità d’intenti e di progetti che non sempre è semplice da mantenere.

Avete mai visto il film: “Carissima me”, con Sophie Marceau?!?

Forse, uno dei prossimi giorni prenderò carta e penna per scrivere una lettera alla Me del futuro. Per raccontarle di come sono ora, di cosa mi passa per la testa e di cosa vorrei essere più in là.

Oppure, visto che i progetti sgomitanti possono attendere ancora un po’… potrei aprire di nuovo una delle mie scatole di libri e  ritrovare qualcosa che leggevo a 16 anni.

Cosa ne penserebbe la Me del presente, delle scelte letterarie della Me del passato?!?

Magari, ve lo racconterò in uno (un altro) dei prossimi OlbòPost.

E Voi… pensate mai ai vostri passati, presenti e futuri?

Alla prossima!!!

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