La Balena Marisa

Ieri …

La sveglia alle sette e trenta del mattino.

Anche se è domenica e si può dormire un po ‘di più, mi piace l’idea di non essere troppo sotto le coperte e di avere un tempo per quella che amo.

Mi piace aprire gli occhi e trovare i libri impilati sopra il comodino che – nonostante le buone intenzioni – non accennano mai a diminuire.

Mi piace svegliarmi con un’idea in mente, di quelle creative di cui non ho mai parlato nell’occasione, e ho il tempo per valutare con successo gli obiettivi.

Mi piace quando è il guizzo di una nuova ricetta da provare uno stuzzicare immaginazione e così, che dalla seconda parte delle volte, ho già tutti gli ingredienti che servono a mia disposizione.

Ecco.

Mi piacciono le domeniche che, in qualche modo, sono venute meno un normale giorno lavorativo, sono senza senso ed essere produttive.

Ci sono, però, quelle domeniche che ne sono infischiano di cose che piacciono a me e, di testa loro, con fortissima convinzione, condizionano i miei intenti. Li stravolgono.

La domenica appena passata è stata una domenica di questo tipo.

Eppure l’amore è un gioco da ragazzi e non vedo l’ora di avere progetti importati in ballo su cui fare lavorare, in vista del matrimonio e non solo, ho infilato i piedi nelle pantofole con la stessa agilità di un bradipo, mi sono trascinata in amore con lo specchio e quando è stato il momento di prendere in mano alla giornata in modalità creativa, o tornare per un po ‘un letto per la lettura di qualche pagina – la battaglia è stata vinta alla svelta dalla seconda opportunità.

Sette e trentacinque del mattino. (Anche) alla lunga stancante, ho provato ad impormi il tempo massimo di ore da dedicare ai libri, conservando ancora intatta la convinzione che in sessanta minuti sarei riuscito a leggere comunque tantissimo e che poi … poi … avrei potuto afferrare la mia tuta e sbizzarrirmi con tutto ciò che di creativo sta affollando la mia testa.

Avrei potuto. Se solo il sonno non c’avesse ripensato e aveva deciso di tornare a farmi visita in una maniera assolutamente inaspettata e prepotente.

Con il libro scaraventato sul pavimento, forse una causa di un ‘gira e rigira’ dormireccio, ho riaperto gli occhi – stavolta in modo definitivo – alle dieci e trenta.

Oh Melograno !!! Come direbbero i Troll , che adoro.

Essere ancora un letto alle dieci e mezzo di mattina era una cosa che non mi capitava più da un sacco di tempo. Nonostante io adori poltrire.

Essere ancora mezza addormentata alle dieci e trenta di mattina, con la consapevolezza di dover uscire di casa più o meno due ore più tardi, significava anche non avere più tempo per tutti quei progetti in ballo che, prima di ogni altra cosa, necessitano di calma .

Ok. Posso rimandare tutto quanto al pomeriggio e anticipare, invece, l’appuntamento con l’OblòPost.

Buona idea. Non è un altro che per un piccolo, ma fondamentale interrogativo ancora da risolvere: cosa scrivere?

Già da qualche giorno mi ronzando per la testa parole che continuano a raccontare le avventure mie e di Pat, alle prese con l’organizzazione del nostro matrimonio semplice.

Eppure, anche questo è un sacco di tempo, bellissimo e di cui ho appena iniziato il seguito, che meriterebbe – finalmente! – di essere preso in considerazione.

Altrimenti detto, potrei sbizzarrirmi un po ‘parlando di quella parte creativa del mio mondo che – anche se alle volte è un po’ un assillo e mi spinge una sfida con me stessa, da cui non sempre riesco a uscire vittoriosa – è quanto di meglio puoi esistere, per regalare brio alle mie giornate.

“La vita è troppo breve, per vivere lo stesso giorno due volte”.

Non è una famosa frase, il film ‘Quel mostro di suocera’ .

Non so se sia vero, o meno, che vivono in questo modo considerarsi un modo giusto, ma … è sicuramente un modo giusto per me ed io provo una mettercela davvero tutta per non lasciarmi sfuggire le piccole, grandi, belle occasioni di ogni giorno; al di là della quotidianità usuale.

O dunque …

Cosa scrivere nell’Oblò Post?

Ho fatto le pulizie e ho indossato di nuovo le pantofole (stavolta con un pizzico in più di decisione), infastidita dal fatto di non avere ancora una risposta alla domanda.

Davanti ad una tazza di caffelatte più bollente di quanto le mie papille potessero gradire, ho cercato di distogliermi e di non pensarci per un po ‘.

Le risposte giuste arrivano sempre meno l’attenzione e in quel momento che è proprio giusto per ottenerle; prima cosa, né un attimo dopo.

Nell’attesa, allora, vieni distogliersi in maniera sbrigativa?

Quindi, per quanto riguarda l’abitudine moderna che vorrei non appartenesse affatto), ma … basta avere un carico di mano.

Ho aperto Facebook con l’intenzione di fare gli auguri di compleanno ad un ‘amico’ e … zac! Eccola lì. La mia risposta

Il 22 aprile si celebra la Giornata della Terra.

Wikipedia recita: “Nata nel 1970 per sottolineare la necessità delle risorse naturali della Terra”.

Bastano quelle parole, un lontano balzare in mente una lettura piccina, piccina, picciò … che ho fatto giusto qualche giorno fa.

Ironia della sorte vuole che, mentre sono un passo dal terminare questo mio OblòPost, sia anche la Giornata Mondiale del Libro .

Come si suole dire … prendere due piccioni con una fava!

Già sapete della mia passione per i libri per ragazzi, ma … cosa mi sento confessassi che ad attirarmi parecchio sono anche i libricini per bambini?

Forse è perché ho due nipotini, con cui spero di riuscire a passare presto del tempo insieme, leggendo.

Oppure, quando capita che i disegni riescano ad accendere la mia attenzione, inutile negarlo … non riesco a fare un meno di assecondare l’impulso che mi spinge a volerne sapere di più.

Di nuovo su Facebook. È lì che ho sorriso, davanti al disegno della Balena Marisa (Bertoni editore, Junior); nata dalla fantasia di Rossella Calvi ed illustrata da Julitos Koba  .

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Marisa è una mamma balena. Martino è spensierati in mare insieme ad altri amici, fino a che l’incapacità dell’uomo di gestire un proprio errore li costringe ad abbandonare la loro ‘casa’.

Marisa, Martino e non solo, modo di conoscere gli altri, che il disastro da risolvere, sapranno prendersi cura di loro.

Nelle poche righe di questa storia piccina, piccina, picciò, un bel lieto fine.

In poche righe di questa storia piccina, piccina, picciò, il messaggio che è il cuore delle celebrazioni del 22 aprile è tutto ciò che

 Non siamo gli unici a vivere su questa Terra.

È importante non dimenticarsene mai. È fondamentale crescere i bambini insieme a questa consapevolezza.

Grazie, Balena Marisa.

Buona Giornata Mondiale del Libro e … Buone Letture!

Alla prossima!!!

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