La piccola libreria dei cuori solitari

Strano riaprire il computer dopo due settimane e rimanere per un po’ a fissare le icone sul desktop, in cerca dell’OblòPost. Con la città che si appresta a vivere il suo giorno più bello, con il compleanno appena passato, con il matrimonio che si fa sempre più vicino e tutto il resto, vorrei poter avere un motivo felice per aver saltato due dei lunedì dedicati a questo mondo virtuale, ma non è così. So che in futuro ne parlerò e spero di riuscire a farlo con un sorriso, ma… adesso no.

Adesso continuo a pensare a queste parole ancora in attesa, a queste parole che erano riuscite a regalarmi un piacevole momento di svago, a questo OblòPost che non cambio di una virgola, anche se non è stato scritto ieri… anche se, forse, dovrei.

Eccolo qui…

 

L’OblòPost del lunedì scritto all’aria aperta.

Sto cercando di considerare la cosa come l’appuntamento fisso della domenica mattina (quando il sonno non torna a rapirmi, stravolgendo i piani). Dopo il suono della sveglia, dopo aver letto una manciata di pagine e dopo aver fatto una colazione più tranquilla e sostanziosa di quelle che mi concedo negli altri giorni della settimana.

Stamattina non ho saputo resistere all’idea di abbandonare il solito tavolo della cucina per scendere in giardino a scrivere.

Con l’erba tagliata di fresco che mi solletica i piedi nudi e con l’odore meraviglioso che c’è nell’aria, mi domando perché non l’abbia mai fatto prima. Pazza, io!

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Altrimenti detto, ricordandomi anche del fatto che la batteria non sia più al cento per cento e che la promessa fatta sia quella di un’ora e trentaquattro minuti di autonomia, cerco di non perdermi in divagazioni piacevoli, ma non fruttuose, e provo a concentrare la mente su ciò di cui vorrei parlare.

Non so se si sia già potuto capire dai post pubblicati finora, ma… l’Oblò non è quel genere di Blog che riesce a stare al passo con i tempi, in fatto di  uscite in libreria. E non è proprio quel posto dove si è sicuri di poter trovare delle anticipazioni, in fatto di pubblicazioni future.

Ignorando quel pizzico di amarezza, che mi assale ogni volta che penso una cosa del genere, mi ritrovo comunque a pensare che non per queste ragioni debba rinunciare all’ambizione di essere un Blog che adora parlare di libri. L’Oblò non riesce a fare a meno di provare a trasmettere la passione per quel profumo speciale, che solo le pagine sposate con l’inchiostro sanno avere e, sì!, si diverte tantissimo anche a pasticciare un po’ con le parole, mentre prova a raccontare il turbinio costante che appartiene alle giornate, tra un miao di Silver, un cenno di saluto (almeno pare) di Calimero e Priscilla dall’acquario sistemato sopra il frigorifero e il borbottio di una pentola sul fuoco, che – sbrigativamente, ma con decisione – vuole solo assicurarsi di non venir dimenticata.

Messe in chiaro queste poche, essenziali cose… ora mi sento sufficientemente tranquilla per poter scrivere che: il libro di cui vorrei parlare è una pubblicazione dello scorso anno. Uno di quei libri che ho adorato e che – ancora – non sono riuscita a sistemare lontano dal comodino. Una di quelle storie che apprezzo moltissimo, anche per il fatto di avere già un seguito (e in futuro ancora un altro) da poter sfogliare.

Appassionati di storie d’amore alzate la mano; questa recensione potrebbe interessare soprattutto voi!

Se non lo avete ancora letto, non aspettate un attimo di più per farlo e se – invece – avete già assaporato il gusto dolce della storia di cui sto per parlarvi… Beh! Immagino sarete d’accordo con me nel dire che: rintanarsi per un po’ tra le quattro mura di una piccola libreria nascosta nel cuore di Londra è quanto di più bello possa accadere a un lettore. Ritrovarsi a vivere con ardore le vicende della giovane Posy e dei suoi amici pare inevitabile.

Quando ho incontrato la copertina la prima volta, sono stata subito d’accordo con le parole di Jane Austen

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L’attimo immediatamente successivo mi sono lasciata conquistare da quella rapida sbirciata che non manco mai di dare al finale e – come sempre succede, un secondo prima di arrivare alla cassa – ho permesso che la curiosità si impadronisse completamente dei miei pensieri.

Come arriverà la storia ad un finale del genere?

Devo ammettere di aver immaginato delle pagine leggermente più cariche di tensione e uno scontro tra Posy (che, inaspettatamente, si ritrova ad ereditare quella libreria che adora e che – sfortunatamente – non naviga proprio in buonissime acque) e Sebastian (nipote dell’anziana proprietaria che è venuta a mancare) decisamente più accentuato.

Ero pronta ad un diverbio acceso e non privo di colpi bassi, anche se poi ho apprezzato lo scorrere tutto sommato lieve degli eventi e il fatto che – evviva! – almeno in questo libro io abbia potuto trovare un’Autrice consapevole del fatto che non per forza debba esistere il cinico, senza cuore, con interesse solo per il portafogli, della situazione.

Insomma…

Pensavo di arrivare all’ultimo punto ed applaudire per una bellissima e coraggiosa protagonista femminile, invece mi sono ritrovata a sorprendermi per la rappresentazione narrativa del protagonista maschile.

Potrei forse risultare ridondante nel dirlo, ma non riesco proprio a farne a meno: Sebastian è quel genere di antagonista che proprio non ti aspetti.

Annie Darling ha saputo catturare la mia attenzione e il mio interesse di lettrice, come solo le storie ben scritte riescono a fare. Con piacere, ha saputo regalarmi la certezza di poter inserire questo suo primo volume dedicato alla “Libreria dei Cuori Solitari” tra quelli che – non vi è dubbio, nonostante i miei tempi di lettura spesso veloci quanto il passo di una tartaruga – rileggerò e rileggerò ancora.

Momentaneamente, però, mi godo la meraviglia di poter essere di nuovo in compagnia del suo stile grazie ad “Amori e pregiudizi nella libreria dei cuori solitari”, che vuole essere una specie di seguito del primo volume.

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In realtà, anche se non saprei dire ancora molto, ma spero di poterlo fare meglio in un futuro OblòPost, la nuova storia uscita dalla penna della scrittrice inglese è – sì! – nuovamente ambientata nella piccola libreria di Londra, ma – stavolta – getta lo sguardo sulle vicende  che riguardano Verity che, alle prese con la contabilità del negozio (quando non è con il naso tra le pagine di un buon libro), le proverà tutte – ma… proprio tutte – per cercare di sfuggire alla trappola dell’amore e convincere chiunque stia cercando di accasarla che la vita di coppia – proprio, no! – non fa per lei. Riuscirà nell’intento?

…chissà.

Io torno a leggere. Alla prossima!

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