Ritorno al Bosco dei 100 Acri

Un mondo in cui tutto è possibile. L’ispirazione, nata da alcuni libri di letteratura per ragazzi e… l’incanto di un film che – sicuro – ha le carte in regola per poter essere considerato un capolavoro.

Ho fatto un giro nel Bosco dei 100 Acri sabato pomeriggio. Ed è stato un giro bellissimo.

aviary-image-1536597973369-895439678.jpeg

Non conoscevo Christopher Robin (che sarebbe il titolo originale). Non conoscevo i suoi amici: Winnie the Pooh, Tigro, Pimpi, Ih-Oh, Tappo, Kanga, Ro e Uffa. Non così bene, per intenderci, da poter dire di aver imparato qualcosa da loro.

Ho da sempre la simpatia per quell’orsetto giallo, che impazzisce ogni volta che in aria c’è odore di miele. Mi fa sorridere l’esuberante Tigro e la sua mania per i saltelli (I Tigri sono bravi a fare un sacco di cose). E, sinceramente, penso possa esserci qualcosa di positivo anche nella negatività che affligge Ih-Oh, la maggior parte del suo tempo. Ma… non ero mai stata nel Bosco dei 100 Acri, prima d’ora. Non avevo mai trascorso così tanto tempo insieme a loro.

Ho oltrepassato il tendone della sala cinema, in un orario che – decisamente – non ce l’avrebbe fatta trovare piena, con la convinzione che, genitori esclusi, saremmo stati gli spettatori più grandi.

Con sorpresa (la stessa che mi coglie sempre, anche se non è la prima volta che mi capita), le poltrone erano occupate perlopiù da ‘gente grande’.

Forse perché Winnie the Pooh è uno di quei personaggi magici, che è riuscito ad essere di buona compagnia per generazioni e generazioni. Mi dico.

Ma la vera risposta alla domanda riesco a trovarla solo alla fine del film.

Winnie the Pooh è quel genere di amico che tutti vorremmo avere accanto, anche a novant’anni.

Christopher Robin lo chiama spesso “sciocco di un orsetto”, ma… è il tono comunque affettuoso con cui si riferisce a lui in questo modo a far capire che… pure nell’ingenuità di alcune esternazioni, c’è del vero e ci sono degli spunti di riflessione.

Pooh (per gli amici) è un orsetto ottimista. Sarà il suo ottimismo a sistemare le cose.

Anche se sono passati troppi anni dall’ultima volta in cui, con Christopher, hanno sorseggiato del tè e mangiato una torta nel bosco dei 100 Acri. Anche se, in principio, Christopher Robin rifiuta l’idea di avere a che fare di nuovo con il suo amico di infanzia e – anzi – è tanto preso dalle sue questioni di lavoro che non riesce proprio a comprendere la fortuna in cui è capitato.

Ci vorrà del tempo, come il più delle volte accade.

Tra le tante cose, il film di Marc Forster vuole insegnarci proprio questo.

aviary-image-1536597915167-1742942365.jpeg

Christopher Robin (un Ewan McGregor eccezionale ed adattissimo al ruolo) è quello che siamo tutti, quando ci dimentichiamo di essere stati bambini.

È importante non perdere lo stupore per il mondo, l’incanto delle piccole cose, la capacità di dare valore a ciò che lo ha per davvero.

Forse anche per questo è un film consigliatissimo per gli adulti. Dovrebbero scriverlo a caratteri cubitali addosso ai cartelloni pubblicitari.

“CONSIGLIATISSIMO PER GLI ADULTI. PER NON PERDERE IL BAMBINO CHE E’ IN VOI!”

Il Regista costringe a immaginare come sarebbe il mondo in cui viviamo, se solo… se solo questo mondo non fosse così tanto contemporaneo e ipertecnologico. Se solo i soldi non avessero più valore di quello che, in realtà, dovrebbero avere. Se solo, ogni tanto, ci si ricordasse di tirare il fiato e crogiolarsi nel “dolce far niente”.

Proprio così. Avete capito bene. Fare: Niente!

È il niente la soluzione, il più delle volte. Ed è vero.

Vi è mai capitato di essere ingarbugliati in una situazione, di dover trovare la soluzione a qualcosa, ma… più ci pensate, più questa continua a sfuggirvi? Vi è capitato di arrivare quasi al punto di dare di matto, di essere a un passo dallo sbattere ripetutamente la testa nel muro e di riuscire a districare il bandolo della matassa, solo nel momento in cui vi arrendete alla quiete del dolce far niente?

Forse è perché mi è successo, che mi sono trovata subito d’accordo con Pooh, quando ha ricordato a Christopher Robin una delle sue vecchie convinzioni di bambino: “Il dolce far niente spesso porta alle cose migliori”.

E non c’è veramente nulla da controbattere quando, in un brevissimo scambio di battute, Pooh riesce a riportare viva nell’amico anche la convinzione che l’unico tempo che conta è quello di adesso. Il Qui e Ora. Non per indicare che non si debba in un certo modo avere un occhio al futuro e fare in modo di non arrivarvi troppo impreparati, ma per insegnare che è l’Oggi il vero dono, l’unico spazio che abbiamo veramente a disposizione, per vivere come vorremmo, per curare la nostra felicità e quella dei nostri cari, al di sopra di tutto il resto.

Sorprendente il finale, che vuole essere un messaggio forte per quella fetta di mondo ancora convinta che: al di là del lavoro; niente. In questo caso, nell’accezione negativa del termine.

Sarà di nuovo la saggezza semplice di Pooh a salvare la situazione. In 104 minuti perfetti, dove sin dall’inizio si ha la sensazione che l’orsetto di pezza ritrovi il suo vecchio amico per poter essere salvato, si arriva alla fine con la consapevolezza che è Christopher Robin ad essere tratto in salvo.

Abbandono la mia poltrona comoda, con il dispiacere di non poterne avere ancora. Mi incammino verso l’uscita con il mio sacchetto di pop corn ancora intatto per metà e… ecco l’idea perfetta!

Corro il libreria e li trovo.

aviary-image-1536598161730-1178048872.jpeg

I capolavori dello scrittore britannico A. A. Milne che, dal 1928, hanno saputo essere d’ispirazione in più di un’occasione.

Vorrei poter avere subito con me anche il libro “Ritorno al Bosco dei 100 Acri” di David Benedictus, che vuole essere continuazione dei primi due capolavori di Milne, ma… niente da fare.

Nella realtà del momento, vorrei poter dire di averli già letti tutti.

Spero torni presto sugli scaffali. Appena in tempo, per quando avrò girato anche l’ultimissima pagina delle prime due storie.

Lo so. Forse questo OblòPost non è la segnalazione del lunedì che vi aspettavate, ma… “Ora”, magari, più che perdervi tra le pagine di qualche storia, potreste considerare bellissima l’idea di farlo davanti allo schermo di una sala cinema. Cosa state aspettando?

Alla prossima!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...