“a Nudo” di Elisa Piana

Una villa in stile barocco, con un tocco di neoclassico (trovo scritto così in Internet, alla ricerca di informazioni sulla location. Spero di non essere in errore). Gli occhi rapiti dalla meraviglia di un giardino immenso; curato. La bellezza di stanze accessibili, aperte per ospitare Artisti.

Diverse le forme d’arte, ma… noi siamo lì per la Poesia. Soprattutto; per la poesia. L’incontro, sotto un soffitto che vuol somigliare ad uno squarcio di cielo visto da un abbaino.

aviary-image-1536769779231-1964797229.jpeg

La conoscenza con Elisa è una di quelle che oggi verrebbero definite virtuali; senza nemmeno starci a pensare troppo su. Eppure…

Eppure, è stato grazie al virtuale se siamo riuscite a riconoscerci nel reale. A stringerci prima la mano, per poi concederci un abbraccio.

“Che piacere! Sono felice, che sei rimasta fino alla fine”. Mi ha detto, dopo che anche l’ultimo Autore si era accomodato al tavolo lungo per parlare delle sue composizioni.

“È un piacere anche mio”, ho risposto con un sorriso. Poi, indicando il suo libro: “Non scappare via… me la faresti una firma?”.

aviary-image-1536767203637-1879770616.jpeg

Ne avevo già chiesta un’altra prima che l’incontro cominciasse, ma… ve ne parlerò in un altro momento; in un altro OblòPost.

È stato bello andare a “caccia” di autografi. È stato bello essere in mezzo a tanta gente, con la mia stessa passione per le parole. È stato bello capire perché, in alcuni casi, è la poesia a venir fuori e non – magari – un qualche tipo di narrazione.

Eravamo a “Rinascenze”. Un angolo di poesia, tra pittura e scultura. Eravamo a Villa Fidelia, a Spello.

Nonostante le diverse ore passate assieme, è stato come se il tempo non esistesse.

Per un po’ ho avuto l’impressione di essere dentro ad una bolla di sapone e sono state tantissime le emozioni con cui mi sono ritrovata a dover fare i conti.

Avevo preventivato la noia; a un certo punto. Niente da fare. Non sono una meteorologa dell’umore sufficientemente in gamba. Neppure quando si tratta di prevedere il mio.

Non avevo messo in conto la commozione, ma è successo.

Non solo per le poesie di Elisa, ma… soprattutto per le sue.

aviary-image-15367673991761878428159.jpeg

È stato difficile – a tratti – rimanere ad ascoltare le sue parole, mentre raccontava del suo bisogno di scrivere per affrontare un dolore.

Non è stato semplice non ricorrere ai fazzoletti, mentre eravamo tutti rapiti dalla sua Bellezza; dedicata al papà che non c’è più.

“La morte,

questa nera Signora

che ti attrae a sé

perché così ha deciso.”

 

Scrive così, Elisa, lasciando tutti con la fatica di respirare.

Non è l’unica poesia dedicata al padre. La raccolta (45 componimenti) apre con un pensiero profondo dal titolo: 19 Marzo. La prima Festa del Papà che Elisa è costretta a celebrare con il ricordo.

Le sue giornate sono piene di ricordi e di momenti in cui il padre è comunque lì, accanto a lei. Lo racconta in Impronte Ovunque, dove parla di tutti quei piccoli segnali che le persone care, ovunque siano, continuano a mandare per far capire di non averci lasciati soli. Non in tutti i modi, almeno.

Le pagine di Elisa sono anche cariche di amore. Di quell’amore che è per un uomo, che per qualche ragione la attrae, ma gli sfugge. Si legano, ma non si intrecciano fino in fondo e fa male.

Elisa parla anche di questo, mentre intuisco il coraggio che possa servire, per affrontare un discorso del genere.

“Forse ho paura di legarmi definitivamente a qualcuno, per il rischio che c’è di perderlo. Non potrei sopportare un’altra perdita”.

Immagino sia vero. Che la paura possa bloccare a tal punto, da non riuscire ad andare oltre. Nonostante il cercarsi. Nonostante il sentirsi invincibili, in certi momenti.

La ritrovo sorridente e spensierata, alla fine di tutto.

“Scriverai di questo incontro sul tuo Blog?”.

“Immagino di sì”.

Stavo già cercando le parole giuste, per poter parlare di lei.

Buffo, che sia riuscita ad averle tutte a mia disposizione proprio oggi, quando ieri era il suo compleanno.

Sperò sarà un regalo gradito, anche se in ritardo.

Spero venga colto l’invito a continuare. A vivere. A sentire. Ad emozionarsi e a fottersene di quel che vorrebbe costringerci a fermarci (uno dei titoli interessanti di Elisa raccomanda proprio così: Fottitene).

Brava, Elisa. Eccezionale la tua penna. Emozionatissima, io. A scrivere di Te, che sei riuscita a toccarmi il cuore. Con la poesia che, ogni giorno un po’ di più, mi è un pizzico più familiare.

Alla prossima!

 

5 pensieri riguardo ““a Nudo” di Elisa Piana

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...