“Io Sono Gay”: la trilogia di Salvatore Savasta

I libri sul comodino lasciati da una parte.

Per questa settimana, poi… l’OblòBlog tornerà a dare spazio anche alle letture ‘vissute’.

Quando ho ricevuto il messaggio di Salvatore, sulle prime non sapevo cosa rispondere. Mi parla di un genere che non conosco. Mi racconta brevemente di aver affrontato un tema delicato e di aver scritto dei libri al riguardo. Mi domanda la possibilità di ricevere una segnalazione. Usa un acronimo che non ho mai incontrato prima d’ora e che, devo ammetterlo, non sa trasmettermi altro che freddezza.

Forse perché detesto le abbreviazioni in genere e quelle sigle che hanno la pretesa di voler racchiudere un mondo.

Cosa vuol dire LGBT?

Non lo chiedo, ma prometto di dare uno sguardo alle sue pubblicazioni disponibili su Amazon e, proprio perché non mi va di rifiutare qualcosa a priori, gli anticipo la possibilità di scrivere della sua serie di libri, ma… con qualcosa in più delle solite trame da presentare e delle solite immagini di copertina.

Ho il dubbio che qualcuno possa storcere il naso di fronte a un Post come questo e non posso fare a meno di ascoltare quella vocina interiore che mi sottolinea di quanto le reazioni umane possano farsi strane, in certi casi.

Perciò… tanto vale che lo dica subito: questo Post non fa per voi, se già avete capito cosa si intende con LGBT e avete delle riserve; in merito.

Io continuo a rimanere all’oscuro del significato di queste quattro lettere, ma… dopo aver dato il beneficio del dubbio (a suo tempo) ad E. L. James e alle sue “Cinquanta Sfumature” di diversi colori, non trovo ragioni per tentennare ancora e per non dare spazio a Salvatore Savasta e alla sua trilogia: “Io Sono Gay”.

“La storia, scritta sotto forma di diario, è una storia vera. Racconta della difficoltà di accettare se stessi come omosessuali, prima, e di quanto possa essere complicato lo scontro con la società; poi”.

Nel leggere le parole ‘storia vera’, la prima domanda sorge spontanea: “Si tratta di un’autobiografia?”.

Salvatore risponde di no, ma è ciò che aggiunge – poi – a sorprendermi. Escludendo l’ipotesi di una narrazione basata su fatti strettamente personali, la mia alternativa era che potesse trattarsi di un semplice lavoro di fantasia. Proprio… no.

“E’ la storia di un amico”; aggiunge. Quindi, specifica: “Del mio migliore amico”.

Sono colpita dalla cosa, ma non trovo le parole per dirglielo. Le domande cominciano ad affollarmi la mente e non riesco a far altro che inviargliele, una dietro l’altra.

“Cosa ti ha spinto a scrivere la saga? Pensi possa essere un modo per aiutare lui e, magari, anche altri ragazzi nella stessa situazione? Da dove è nato il tuo impulso a scrivere?”.

Chiunque decida di affrontare la sfida di un foglio bianco con una penna in mano, o davanti ai tasti di un computer, deve per forza di cose essere spinto da un impulso insopprimibile. Alle volte fatico a capire anche quale sia il mio, quando decido di mettermi alla prova con ciò che stuzzica la mia fantasia, ma lo cerco ogni volta.

Perciò, forse, nutro sempre una grandissima curiosità per quel che riguarda i moventi altrui.

Ancora una volta, Salvatore riesce a sorprendermi con una risposta non scontata: “Il bisogno è nato nel momento in cui mi sono ritrovato ai piedi di un letto d’ospedale e il mio amico era lì, sotto le lenzuola, dopo aver tentato il suicidio”.

Aggiunge anche informazioni che, in un attimo, mi sbattono in faccia tutto l’orrore di ragionamenti troppo scontati. Anche io, come lui: “Avevo dato per scontato che lo avesse fatto a causa dell’omofobia della società. In verità, mi ha spiazzato scoprire che il problema era lui stesso. Che non si accettava. Che non voleva accettare la propria omosessualità. Allora, ho voluto che tutti sapessero che, prima dell’omofobia, la persona che si scopre gay deve fare i conti con un elemento troppo spesso ignorato… deve scontrarsi, per scendere a patti, con l’accettazione di se stesso”.

Quindi, torniamo a concentrarci per un po’ sulla trilogia.

“Il primo romanzo è stato pubblicato nel 2014 e si intitola Io Sono Gay: Almeno Credo. Gli altri due sono: Io Sono Gay: ma resto comunque un uomo e Io Sono Gay: E Ti Amo, disponibili su Amazon entrambi da quest’anno. La particolarità, che spero salti fuori dall’intera narrazione, è quella riguardante la scelta stilistica. Ho scritto rispettando il lasso di tempo reale, raccontando le cose che emergevano, giorno dopo giorno, dalle nostre chiacchierate quotidiane. Siamo partiti con lui che era ragazzo, con tutto ciò che può rappresentare essere un adolescente alle prese con una scoperta simile, per arrivare all’uomo. Una persona decisamente più sicura di sè e consapevole del proprio essere”.

Vorrei non chiedere troppo, ma… ho ancora un paio di domande.

“Cosa ne pensa il tuo amico di tutto questo? È consapevole del fatto che lo hai fatto per aiutarlo?”

“Sicuramente consapevole di tutto. Parlare anche dei romanzi che stavano nascendo e confrontarsi per capire in che modo far risultare la storia su carta, credo lo abbia aiutato molto. Ci sono volute tantissime chiacchierate interminabili, ma… ce l’abbiamo fatta”.

“Stai scrivendo altro, in questo momento?”

“No! Ho appena finito e ho bisogno di una pausa. Quando ho cominciato la trilogia non mi rendevo bene conto nemmeno io di cosa sarebbe diventato il mio scrivere. Ho impiegato sei anni per arrivare sino all’ultimo punto, ma… ne è valsa la pena”.

Ci salutiamo con il distacco che, purtroppo, è tipico delle conversazioni virtuali.

Nel rispondere ai miei ringraziamenti, per la pazienza avuta nel rispondere alle mie domande, Salvatore sa stupirmi un’ultima volta.

“Grazie infinite a te. Mi sembra giusto fartelo notare: è la prima volta che qualcuno appare veramente interessato a capire. Quindi… GRAZIE!“.

Non ho ancora letto i suoi lavori, scrivere questo Post mi ha costretto ad un confronto con i miei pensieri che – sinceramente – non immaginavo di dover avere. Arrivare alla fine delle nostre conversazioni e a questa conclusione… mi porta a pensare che, anche solo in quel GRAZIE, ci sia già tantissimo su cui riflettere. Tantissimo, da capire. Tantissimo, di tanto. Tantissimo, di tutto.

Vi lascio alle Sinossi.

“Io Sono Gay: Almeno Credo”: Primo Volume della trilogia e finalista al Sanremo Writers Festival 2014, quest’opera ambientata in Sicilia è un diario. Il protagonista è Andrew, un ragazzo che, nel pieno dell’adolescenza, comincia a comprendere la propria sessualità all’interno di un contesto familiare e sociale chiuso e legato ai valori cristiani. Il racconto ha inizio in una camera d’ospedale dove Andrew si ritrova dopo due mesi di coma, a causa dei quali ha perso completamente la memoria.

Insieme a lui e ai suoi racconti quotidiani conosceremo la sua famiglia, le sue relazioni eterosessuali ed omosessuali, le ricadute nell’alcol e la disperata ricerca della felicità.

Attraverso le pagine del suo diario impariamo a conoscere la difficoltà nell’accettarsi come omosessuale, scoprendo che l’omofobia della società è un accanimento che emerge solo dopo il diniego che il protagonista vive nei confronti di se stesso, definendosi egli stesso un bigotto omofobo. Scopriremo luoghi reali della Palermo in arcobaleno e ci sembrerà di camminare per le strade insieme a lui, mentre noteremo quanto ancora la società sia legata agli stereotipi e ai pregiudizi.

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“Io Sono Gay: ma resto comunque un uomo”: Il diario di un racconto con continui capovolgimenti di fronte, strani retroscena e travolgenti passioni sessuali.

Andrew, riconosciutosi ormai omosessuale, dovrà fare i conti con la quotidianità della vita tra le mura domestiche in casa di Francesco, suo tenero amante. La loro vita sarà però fortemente scossa dal ritorno inaspettato di Marika, ex compagna di scuola di Andrew. Così come durante l’adolescenza infatti, Marika tenterà di convincere Andrew della propria eterosessualità, ma finirà per innamorarsi di Francesco in un gioco vorticoso di azioni inaspettate. Proprio quando le cose sembrano aver preso una piega inevitabile, la coppia diventerà un trio, ma dovrà fare i conti con le rispettive gelosie e i rispettivi tradimenti. Solo allora Andrew deciderà di allontanarsi da un mondo che crede non gli appartenga più, ma proprio in quel momento, Marika lo informerà d’essere incinta.

Una storia vera come non ne avete mai lette. Una passione travolgente che rischia di annientare i sentimenti ed emozioni così forti da permettere ad ogni lettore di sentirsi il protagonista di una storia che ha dell’incredibile.

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“Io Sono Gay: E Ti Amo”: Andrew comincia a ricevere una serie di lettere d’amore da un mittente misterioso. Le lettere sono scritte a macchina e non vengono spedite, ma lasciate a mano nella buca delle lettere.

Il sospetto cade prima sugli amici ed infine su un vecchio conoscente, ma mentre questo accade Andrew si ritroverà ad aspettare impaziente ogni singola lettera, finendo per vivere solo in funzione di questo amore da sogno.

Nell’ultimo libro della trilogia molte verità sospese torneranno a galla e il finale, di questa storia durata un’intera vita, vi lascerà a bocca aperta.

L’amore, la morte e la vita, raccontate come nessuno ha mai fatto prima.

Lieto fine? Chissà, ai posteri l’ardua sentenza!

Alla prossima e… Buone Letture.

A Salvatore, invece, l’augurio di riprendere presto con la scrittura.

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