“Dove i pensieri non fanno rumore” di Fredrik Backman

Una lettura breve, ma intensa. Intensissima. Come raramente capita di trovare.

Un piccolo, grande libro che sa scuotere il cuore.

Ogni riga è un tesoro. Ogni parola, un seme in grado di mettere radici tra i pensieri e spingere a riflettere.

“Dove i pensieri non fanno rumore” di Fredrik Backman racconta di un ex matematico, che sta perdendo la memoria, di suo nipote Noah (che lui chiama Noahnoah, perché il nome del nipote gli piace il doppio di quello degli altri) e del tempo che i due trascorrono insieme, nell’universo parallelo che la mente del nonno è in grado di creare.

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Sono i frammenti di ricordi che gli restano ancora addosso, a crearlo.

Nella mente c’è una piazza che si rimpicciolisce sempre di più e che trema ogni volta che un ricordo vacilla, ma… c’è anche una panchina, ci sono i giacinti che stanno fiorendo proprio sotto di lei, e che per Noah e per il nonno sono l’odore tipico del Natale, ci sono chiavi seminate per terra e… c’è la Nonna. Soprattutto: c’è la Nonna.

Il racconto è una narrazione veloce che non nasce per essere un libro, ma che – poi – lo diventa. È una lettera d’amore, un lungo commiato tra un uomo e suo nipote e tra un padre e suo figlio.

“A essere sincero non avevo intenzione di pubblicarla”, scrive Backman nella lettera ai lettori che anticipa la storia. “L’ho scritta solo perché stavo cercando di riordinare le idee e sono una persona che ha bisogno di vedere sulla carta i propri pensieri per coglierne il senso. Invece si è trasformata in un breve racconto su come vivo la lenta scomparsa delle menti più brillanti che conosco, sulla nostalgia delle persone che sono ancora qui e su come volevo spiegare tutto questo ai miei figli”.

Il racconto parla della paura di perdere qualcosa, che per noi è importante. Di come il trascorrere del tempo ci trovi spesso impreparati. Delle prove che, con esso, si fanno avanti. Dell’amore; che è il motore di tutto.

L’Autore vuole invitarci a riflettere su quanto si può fare, finché la vita ci dà l’opportunità di farlo.

Il tempo è un dono. Qualcosa da non sprecare, ma da far fruttare.

“Non è mai troppo tardi per chiedere al proprio figlio di qualcosa che ama”. Fredrik Backman  racconta di un ex matematico sempre troppo indaffarato, per accorgersi del figlio che sta provando ad imparare a suonare la chitarra e che percorre i primi metri in bicicletta senza di lui dietro, a sorreggerlo e ad incoraggiarlo.

Racconta quindi di un padre diventato nonno, che si rende conto – allora – di non aver trattato il figlio come avrebbe dovuto. Di un padre-nonno che si rende finalmente conto di quel figlio, che con Noah sta facendo altrettanto.

Non è mai troppo tardi; però.

Un piccolo, grande libro, che è un’intensa riflessione sulla vita. Che, se ben vissuta, non è altro che una meravigliosa storia d’amore. Una storia senza tempo su ciò che conta davvero. Sia quando si è piccoli, sia quando non lo si è più.

Alla prossima!

6 pensieri riguardo ““Dove i pensieri non fanno rumore” di Fredrik Backman

  1. Bellissima recensione. Fai venire proprio voglia di legger il libro.
    Ho una cara amica, compagna di camminate, che lavora come direttrice in un pensionato.
    Spesso mi racconta di come gli anziani sono tristi per aver sprecato il loro tempo, delusi per non essere stati presenti al quì ed ora.
    Questo ci è spesso di stimolo per non percorrere gli stessi passi.

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    1. Grazie mille! È un piacere immenso leggere queste tue parole. Quando si incontra un libro meraviglioso, diventa anche facile scriverne bene.
      Capisco le situazioni di cui parli. Mi sforzo di vivere pensando di non volere rimpianti nel mio futuro, ma è per nulla facile. Forse è per questo che poi succede di ritrovarsi delusi, in un certo modo. Per le difficoltà che alle volte si possono incontrare e per la convinzione, insita un po’ in tutti, che si possa sempre rimandare a domani.
      Non è vero. È il qui e ora a contare.
      Grazie ancora per aver letto le mie parole e per avermi scritto.
      A presto!

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      1. No, non è facile.
        Gli impegni di tutti i giorni ci acchiappano e sembra non potersi più fermare. A volte mi costringo ad un po di pace senza nulla in programma, poi magari mi sento in colpa. In realtà poi mi sento meglio, ho lasciato andare la tensione ed i pensieri smettono di rincorrersi…
        buona notte

        Piace a 1 persona

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