Con un pesce rosso sulla copertina!

Un nuovo OblòPost, per parlare di un libro ancora tutto da scoprire.

Invischiata in giornate un po’ più frenetiche di quanto mi aspettassi, con impegni imprevisti (perlopiù piacevoli, per fortuna!) che sono sbucati fuori da ogni dove, tanto vale confessarlo subito… sono un po’ indietro con le letture (Sigh!).

Certo è che, per quanto pochi possano essere i minuti liberi a disposizione, o le energie necessarie per non crollare addormentata la sera, non perdo assolutamente la curiosità per le novità.

Insomma… ha ragione chi dice che: in casa non ci sono mai troppi libri. Semmai, sono pochi gli scaffali!

Or dunque…

Vi è mai capitato di gironzolare per Social, di imbattervi nella notizia di una prossima uscita in libreria e di dirvi che – sicuro – quel titolo non lo dimenticherete?

A me sarà capitato almeno un milione di volte e, puntualmente, almeno un milione di volte è successo che la mia memoria subisse un orrendo reset.

“Come è possibile che me ne sia dimenticata? L’ho visto giusto ieri, curiosando su Instagram!”

“Come può essere che non mi ricordi almeno un pezzo del titolo? Proprio ieri ho letto un post, che ne parlava su Facebook”.

“Mi ricordo almeno il nome dell’Autore/Autrice?” Ovvio che… No!

Ecco. È servita una quantità esorbitante, fastidiosissima, deprimente, preoccupante, demoralizzante di no, in risposta a domande del genere, prima di riuscire ad arrendermi alla mia condizione di “Smemorina Cronica” e di riuscire a dirmi che… Sì! Smettere di fare affidamento sulle capacità di ‘stoccaggio informazioni’ del mio cervello ed affidarmi – invece – alla sicurezza di uno screenshot, poteva essere la mossa giusta da fare. L’unica in grado di preservarmi da future frustrazioni come sopra.

È andato tutto bene, fino a che il mio cellulare ha cominciato a dare l’allarme “Memoria Piena”.

È continuato ad andare bene, nel momento in cui sono riuscita a decidermi sulla necessità di spostare alcune fotografie sul computer e cancellarne le tracce dal telefonino.

Ma… che si fa se la “Smemorina Cronica” torna all’attacco e riesce a minare quella piccola, minuscola frazione di secondo in cui si è giunti alla conclusione di dover fare uno screen?

Panico!

Panico, panico, panico.

Vorrei non fosse vero, ma… è successo proprio sabato scorso, entrando in libreria.

Tanto perché mio marito non pensasse che sarebbe stato un lungo girovagare tra gli scaffali, in attesa del momento in cui qualcosa mi avrebbe convinto all’acquisto, mi sono appropinquata all’ingresso del negozio affermando con convinzione: “Mi ci vorranno solo cinque minuti. Vorrei prendere un libro uscito giusto l’altro giorno”.

L’idea era di entrare e di trovarlo, al volo, in bella vista sullo scaffale delle novità.

Niente da fare. Quando si dice: Mai, ma proprio… mai una gioia!

“Non me lo sono inventata. Il libro è appena uscito e pensavo di trovarlo qui, ma… non c’è!”.

Lo sguardo di mio marito la diceva lunga sul fatto che riuscisse a stento a credermi.

Sono rimasta immobile e c’è mancato poco che con la mascella arrivassi a toccare il pavimento, quando l’ho sentito dire: “Ok. Se qui non c’è… chiediamo alla commessa; allora!”.

Ppp… panicooo!!!

“Non ricordo il titolo!”

“Scusa, come è possibile?” Lui sa della mia memoria fallace in fatto di libri, ma finge di dimenticarsene ogni volta. (Lo so. Ci siamo accoppiati bene).

“Niente da fare. Mi sforzo, ma… non ricordo”.

“Nome Autore?”.

“No. Buio totale. Però…”

Sono pronta a stupirlo con la cosa dello screen. Ciò di cui non è al corrente.

Al suo “Però?!?” interrogativissimo, sfodero il cellulare dalla custodia come fossi uno spadaccino di  fronte alla necessità di salvarsi la vita e… “Ho fatto lo screen, in caso d’emergenza!”

Galleria. Schermate. Ci sono quasi. Ci. Sono. …

No.

“Non posso crederci. Non c’è. Devo essermi dimenticata, o il cellulare non ha eseguito l’operazione”.

La tecnologia fa spesso le bizze. Lo sanno anche i sassi.

Sono praticamente certa di dover uscire alla svelta di lì a mani vuote, quando anche i vicini mi sentono urlare: “Ha un pesce rosso sulla copertina!”

Ok; allora.

Cellulare. Google. Digito: “Libro con pesce rosso sulla copertina”.

Mi si apre un mondo. Scopro libri, con pesci rossi sulla copertina, di cui non sospettavo neppure l’esistenza. Man mano che continuo a scorrere la carrellata di immagini saltata fuori dalla ricerca, trovo anche diversi libri di cucina interessanti; ma… quello che sto cercando io: Non c’è.

“Proviamo lo stesso a chiedere alla commessa?”

“Ma ti pare che posso avvicinarmi a lei e dire: ‘Mi scusi, sto cercando un libro con un pesce rosso sulla copertina, ma… non ricordo né il titolo, né il nome dell’autore. Mi prenderebbe per pazza”.

No. Continuo a sentire imminente la realtà di dover uscire di lì a mani vuote, prima che… ecco una mezza idea! Ricordo di aver letto la trama e un pizzico di informazioni sembra venire a galla dal mare di confusione che ho in testa.

Cellulare. Google. Digito: “Libro lui trentenne vita come pesce”.

Lo so. Sento chiaramente i vostri pensieri, pur possedendo alcun potere del genere.

Mi merito di essere considerata una folle; lo so.

Eppure…

Non ci crederete mai, ma… sono riuscita a trovarlo!

PSX_20190203_094554.jpg

Immagine alla mano, sono pronta ad avvicinarmi alla commessa per velocizzare la mia richiesta.

Ad un passo dalla cassa, lo vedo.

Scaffale novità; di quelli posti all’ingresso. Di quelli a doppio espositore di cui – io – avevo osservato solo la facciata in cui ci si imbatte, ancor prima di entrare in negozio.

Se solo mi fossi girata un po’ prima. Se solo non avessi dato per scontato che… Se solo…

“Eccolo lì! Mi pareva strano, che non ci fosse”. Scoppio a ridere, mentre mi rendo conto di aver evitato per un soffio una figuraccia. Alla commessa non passa comunque inosservato il mio scatto, per andare a prendere la mia copia e – quando mi avvicino per pagare – dice: “Bello! È appena uscito. Ottima scelta”.

“Lo so, grazie!”. Fingo piena consapevolezza e massima capacità di controllo.

“Quando lo avrai finito, anche questa è una buona lettura”.

È un libro appoggiato sul bancone, accanto a degli articoli di cancelleria. Cerco di fissarlo per il tempo necessario a memorizzare l’informazione, ma… ci ripenso ora e, che ve lo dico a fare, non riesco a ricordare il titolo.

È un “La ragazza…” e qualcosa. Una storia di quelle forti, mi pare di aver pensato dando una scorsa alla quarta di copertina.

Metterò in moto Google, perché di nuovo senza uno screen a salvarmi la vita.

Per il momento – però – sono insieme al mio amico pesce rosso, che si chiama Galileo, a Samuele, che è il trentenne, e a tanti altri personaggi che appartengono alle storie di cui vorrei potervi parlare presto. Insomma… spero!

Alla prossima, allora. E… buone letture!!!

Un pensiero riguardo “Con un pesce rosso sulla copertina!

  1. Hahahaha… che avventura può diventare trovare un libro… anche appena uscito e in bella vista sugli scaffali delle librerie! Spero proprio che la lettura ti darà soddisfazione, con tutto questo impegno te lo meriti. Hai tutta la comprensione da parte della sottoscritta… smemoratisssssssssima!

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