“Cuore di Ciccia”, di Susanna Tamaro!

Un pomeriggio in compagnia del Marchese des Budins et Ciambellons, di Frig de’ Frigor Re dei frigoriferi e di altri personaggi bizzarri.

Un pomeriggio in compagnia di Michele FuscelliniCavalier Cuore di Ciccia!

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Con Michele (Mik per gli amici) ci conoscevamo già; in realtà.

Il nostro primo incontro risale a molto tempo fa quando, nel 1992, lui faceva capolino sugli scaffali delle librerie ed io… ero alle prese con le difficoltà delle scuole elementari.

Scrivo difficoltà perché, a dispetto di quanto – forse – si possa credere oggi, io e le scuole elementari non siamo andate troppo d’accordo. A ben pensarci, anche con le scuole medie non è stata una passeggiata. Mentre posso dire di essermela cavata bene nei cinque anni di scuole superiori, ma… questa è un’altra storia.

Insomma… dopo il Piccolo Principe (il primissimo libro letto, anche se può sembrare strano), è stata la volta del Marchese des Budins et Ciambellons.

Non saprei riportare le mie emozioni di allora, ma… so di aver pensato spesso a Mik; negli anni a venire.

Ho ripensato spesso a lui, ai suoi rotolini di ciccia – di cui, più che altro, era sua madre ad esserne sinceramente e severamente dispiaciuta – e alla sua amicizia bizzarra con il frigorifero di casa… Frig; per l’appunto!

Ci ho ripensato spesso, con la convinzione che – un giorno o l’altro – mi sarei decisa a rileggerne le gesta. E… beh! Eccomi qui.

Certo è che mi sarebbe piaciuto ritrovare lo stesso, identico libro che ha saputo tenermi compagnia in quel lontano 1992. Quando, con i temi in classe valutati con bruttissime E, corredati da sfilze di – dalla lunghezza variabile, a significare la mia scarsa propensione al miglioramento, la maestra Gabriella non si risparmiava mai nel raccomandarsi: «Leggi, Elisa! Leggi!!!»

Ho cercato dentro i vecchi scatoloni in soffitta, nei cassetti di casa, sugli scaffali della vecchia libreria in camera e in ogni nascondiglio possibile, ma… niente da fare.

Anche se ho in mente – indelebile – la copertina di allora, alla fine mi sono dovuta arrendere all’evidenza di averlo perso (sigh!) e sono dovuta andare in libreria per ordinare una copia dell’edizione che circola adesso.

È stata una lettura breve, ma piacevole. Nonostante le prime pagine; in cui la Tamaro descrive l’ossessione della madre di Michele per la magrezza, riportando chiaramente anche una brutta serie di offese per il figlioletto e per quella sua ‘ciccia orrenda’ (Genitori, non fatelo!).

La storia si dipana con leggerezza, lungo una trama che riesce a non essere scontata. Benché il tema trattato sia delicato e tocchi la realtà di diversi ragazzini (e ragazzine) come Michele, la Tamaro sa utilizzare uno stile delicato, con l’aggiunta di qualche “fantasia lessicale” in grado di strappare anche un sorriso al lettore.

«Sei convinto che a storto c’è qualcosa di monte, ovvero non ti va come vanno le cose nel mondo?» Chiede Mister Kakkolen a Mik; dopo che quest’ultimo è riuscito a scappare dalle grinfie del direttore Sua Infinita Magrezza e a quelle dell’istitutrice Scheletrica Delizia, fuggendo via dall’istituto Acciughini, dove i suoi genitori lo avevano lasciato con l’intento di ritrovarlo presto magro come un fuscello.

«Sei disposto a combattere per la d.e.d.o.?» Gli domanda; dunque. Con in mente già un piano perfetto, al di là della sigla incomprensibile. Con in testa un’idea precisa, per far sì che il mondo torni un po’ più dritto e che i bambini – di cui mister Kakkolen riceve notizie preoccupanti dagli elettrodomestici di ogni casa – non siano più troppo tristi, soli e annoiati.

«Confermi di essere stato investito del titolo di Cavaliere dal Frigorifero marca Pinguinik, modello 812?»

«S…sì, Mi… Mister».

«Il tuo nome di battaglia è Cuore di Ciccia?»

«Sissignore».

«E non hai paura di niente?»

«No, Mister. P… posso combattere d… draghi e b…baciare le r… rane».

«Benissimo!»

C’è l’Orconte da affrontare.

Or dunque… l’Orconte è un essere strambo, unico al mondo, nato dall’amore tra un’orca e un rinoceronte. «La sua – dice il furetto Fur Fur – è una cuccistoria tristissima!».

Che succede quando non si è amati?

Succede che si muore dentro e che, poiché – però – si è ancora vivi per tutto il resto, si diventi ferocissimi e stracattivosi.

La ferocia e la stracattiveria dell’Orconte, nella fattispecie, lo avevano spinto ad una condizione tristissima di… ladro dei sogni.

Forse è per questo che i bimbi del mondo non si trovano bene e che gli adulti, sembra, non si accontentino mai di ciò che hanno. Forse…

Non sto qui di certo a svelare il finale della storia. Spero vogliate conoscere Mik di persona, Frig e anche Mister Kakkolen. Può anche darsi che vi capiterà di pensare di aver per le mani un libro strambo e dalla difficile comprensione, ma… non c’è mica da temere.

«Purtroppo le vicende della vita non vanno mai in modo dritto: si pensa di essere destinati a fare una cosa e ci si ritrova a farne tutt’altra. È qui il bello della vita, dicono i saggi, nella sorpresa, ma è una verità tutta da provare».

Alla prossima!

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