“Il caffè alla fine del mondo” di John Strelecky

Se qualcuno oggi ti chiedesse se sei soddisfatto della tua vita, cosa risponderesti?

FERMATI! Chiediti se sei FELICE. Prenditi il tempo di capire se quella che stai vivendo è la VITA MIGLIORE POSSIBILE. Chiediti perché sei qui. Che cosa vuoi. E come fare a OTTENERLO. E se senti che il tuo futuro ti sta sfuggendo tra le mani ogni giorno di più, allora…

Il caffè alla fine del mondo

Il caffè alla fine del mondo è la RISPOSTA che stai aspettando!

Incontro questo libro grazie a una dimenticanza. Un sabato sera, di ritorno a casa dopo alcune commissioni da sbrigare. Siamo già in macchina, a metà strada, ragionando su cosa preparare per cena, quando… «Accidenti! Abbiamo dimenticato di prendere il latte».

Lo so! So che può sembrare esagerato, ma… anche il latte diventa una questione fondamentale, se in casa hai dei granuli di kefir che hanno bisogno di “mangiare” – al massimo ogni 48 ore – e l’ultima busta di latte che avevi a disposizione l’hai aperta giusto due giorni fa.

Dieci minuti, la strada a ritroso, e siamo di nuovo al parcheggio del supermercato. «Come hai fatto a dimenticarlo? Non lo avevi segnato?». Stavolta sono io a beccarmi il rimprovero. Mi rendo conto di quanto possa risultare pesante e fastidiosa, quando succede il contrario.

«In realtà, sì! Ma… tra tutte le spunte messe, deve essermene scappata una di troppo». Sorrido, facendo spallucce. Almeno il sabato sera non sento addosso la fretta degli altri giorni e l’incombere della sveglia che suonerà presto la mattina. Cosa che me lo fa apprezzare più di tutti gli altri sei momenti serali della settimana.

«Scendi con me, oppure?».

Sono già con un piede fuori della macchina: «A questo punto… Approfitto per dare un’occhiata ai libri». Il punto precedente era stato impormi di non mettere nemmeno il pensiero su nuovi acquisti. Ignoro l’occhiataccia che, qualora me ne fossi dimenticata, avrebbe dovuto farmelo ricordare.

«Poi ti lamenti che hai troppi libri in giro, ancora tutti da leggere!». Ignoro anche questo. Già che ci sono… un’occhiata in più, o in meno, quanto male potrà mai fare?

Rimango convinta che nessuna copertina, stavolta, sarà in grado di distogliermi dall’intenzione di non acquistare ancora, fino a che… Il caffè alla fine del mondo è il libro giusto al momento giusto!

Avete mai la sensazione che le cose, anche se apparentemente piccole e insignificanti, non capitino a caso? Arrivo alla cassa felice, accanto a mio marito che ha pensato bene di prendere uno scatolone intero di buste del latte, con il libricino in mano e insieme ad un pensiero del genere.

«Sono sicura che potrebbe piacere anche a te!», mi giustifico.

Posso dire veramente di averlo letto tutto d’un fiato e di essermi ritrovata assolutamente d’accordo con le parole in quarta di copertina:

Il caffè alla fine del mondo - quarta

John Strelecky, pilota di aerei che a causa di un problema cardiaco non riesce a passare le visite mediche per entrare nell’United Airlines, racconta di un personaggio che  – forse non è un caso – ha il suo stesso nome.

John è un uomo che va sempre di fretta, ma che un giorno – per colpa del traffico mentre sta percorrendo l’autostrada, diretto verso la sua vacanza per staccare un po’ la spina da tutto – è costretto a rallentare e a imboccare un cammino secondario, reale e metaforico, del tutto ignaro del fatto che ciò che sta per incontrare (un misterioso caffè in mezzo al nulla) lo cambierà per sempre.

[…] Mi ero preso una settimana di ferie, nell’intento di allontanarmi da qualunque cosa avesse attinenza con la mia professione. Non che il mio lavoro fosse poi tanto brutto. Certo, aveva i suoi lati esasperanti, ma più che altro mi domandavo quasi quotidianamente se nella vita non dovesse esserci qualcosa di più che passare dieci-dodici ore in un open space, con il principale obiettivo di una possibile promozione a dodici-quattordici ore in un ufficio personale […]

Il parcheggio è uno sterrato ai lati della strada secondaria. Sopra il tetto, di un parallelepipedo bianco che c’è in mezzo, una scritta al neon azzurro recita: CHECIFAIQUI

[…] dentro, il locale aveva l’atmosfera di quei diner di una volta: bancone bianco, lungo e stretto, con una fila di alti sgabelli a stelo con la struttura cromata e la seduta imbottita e foderata di rosso, lo stesso colore dei divisori che separavano i tavoli alla vetrata, su ognuno dei quali c’erano una zuccheriera, un bricchetto – forse una lattiera? – e un set sale e pepe. Su un banchetto vicino alla porta, accanto a un appendiabiti in legno, c’era un vecchio registratore di cassa. Un posticino accogliente, di quelli dove si potrebbero passare ore a chiacchierare con gli amici. Peccato non averne portati con me. […] «Ciao, te» Una voce interruppe le mie riflessioni. «Io sono Casey. Come andiamo qui?» Prese un menù dall’espositore accanto alla porta d’ingresso e me lo porse. C’era la solita gamma di pietanze da bar. A sinistra c’erano, in alto, un assortimento da colazione e, in basso, i panini; a destra, le insalate in alto e gli stuzzichini in basso. La sorpresa arrivò quando richiusi il menù: sul retro, sotto il titolo SPUNTI DI RIFLESSIONE PER INGANNARE L’ATTESA, c’erano tre domande:

  • CHE CI FAI QUI?
  • HAI PAURA DELLA MORTE?
  • TI SENTI APPAGATO?

Non era esattamente come passare in rassegna le pagine sportive […]

Per tutto il tempo della storia Jhon rimane seduto al tavolino del CHECIFAIQUI alle prese con le domande scritte sul retro del menù. Chiacchiera spesso con Casey, ha l’occasione di incontrare Mike – che se ne sta in cucina, alle prese con le ordinazioni – e si accorge, a poco a poco, di quanto – talvolta – basti un rapido cambio di prospettiva, perché le cose comincino ad apparire diverse.

I ragionamenti di Jhon costringono il lettore a ragionare; a sua volta.

 Talvolta, la fine di certi percorsi mentali pare talmente scontata da ritrovarsi a chiedere, insieme a lui, come mai non ci si è mai pensato prima.

Jhon, Casey, Mike e altri avventori del locale sono i personaggi di una storia di carta e d’inchiostro, presto in grado di diventare amici.

[…] Dopo la mia nottata in quel locale, le cose cambiarono. Le risposte non mi piovvero dal cielo. Appresi che il mio Scopo Di Esistenza (SDE) richiedeva ben altro che una vacanza dedicata a rifletterci, per poi tornare alla solita vita che avevo sempre fatto. Come è tipico delle cose che vale la pena di conoscere, ci vuole un certo sforzo per scoprire la risposta. Cominciai dedicando ogni giorno un piccola quantità di tempo alle cose che mi piacevano. Poi provai a sfruttare le opportunità, cercando occasioni per imparare cose nuove. Questo mi permise di espandere il campo delle possibili ragioni della mia esistenza, in modo che non fosse tanto piccolo quanto lo era all’inizio del mio viaggio. […]

Alle volte è così. Si è convinti di camminare sempre in avanti, senza accorgersi di essersi fermati. Spesso si dà valore a ciò che non lo ha veramente e si reputa importante ciò che – in realtà – non lo è. In alcuni casi capita di non avere chiaro il proprio Scopo Di Esistenza e di non fare comunque nulla per trovarlo.

Le parole con cui Jhon conclude la sua storia sono un’ulteriore invito a riflettere:

[…] Quando si soppesano due alternative, una delle quali è una vita che concretizza il proprio SDE e l’altra è una vita e basta, si potrebbe pensare che la scelta sia facile.

E invece no.

Con il tempo, ho osservato che questa è la fase nella quale si incagliano quasi tutti. Sbirciamo da un buchetto nello steccato, vediamo chiaramente la vita che ci piacerebbe avere, ma per chissà quali motivi non apriamo il cancelletto per raggiungerla. […]

Il caffè alla fine del mondo è un invito alla riflessione profonda, nella speranza che si scelga – poi – di andare oltre il cancelletto. Resta però una decisione individuale, che ognuno prende nel momento della propria vita che ritiene essere il più opportuno. Talvolta; anche mai. Nessuno, però, può essere in grado di scegliere per gli altri.

Buone letture…

Alla prossima!

5 pensieri riguardo ““Il caffè alla fine del mondo” di John Strelecky

    1. Ciao,

      Scusami se rispondo solo ora… per qualche strana ragione, non ho visualizzato prima la notifica…
      Mi fa piacere che il post sia stata una lettura interessante. Senza ombra di dubbio, lo sarà anche quella del libro. Alla tua stessa maniera, anche io mi sono ritrovata a riflettere. Fammi sapere il tuo parere, quando e se deciderai di leggerlo. A presto e grazie! 😊

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      1. Ci mancherebbe… anche a me è capitato (e capita ancora) di non arrivare alla fine di un libro, o di non essere convinta fino in fondo di un acquisto… 😊 del resto, il mondo dei libri ha così tante possibilità da offrire, che non è sempre semplice capire qual è la strada migliore per noi… 😉 a presto e buona domenica!!!

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