Inaspettatamente… Agathe Cléry!!!

Talvolta, i piani vanno a farsi benedire!

Potrebbe essere il mood del giorno, poiché niente – a partire dal suono della sveglia – è andato come avevo programmato.

Nutro sempre grandi aspettative per il fine settimana. Salvo poi ritrovarmi in compagnia di un pizzico di delusione (fortunatamente, non di più!) perché… qualcosa non è riuscito ad attenersi alla “tabella di marcia”, qualcosa è slittato, qualcosa non è come sarebbe dovuto essere, qualcosa… si è intromesso!

Non so come la pensiate voi al riguardo, ma… io detesto le intromissioni.

Detesto avere un elenco di attività da svolgere, abbastanza chiaro in testa, che – puntualmente – viene spazzato via in men che non si dica da un uragano di imprevisti. E detesto doverlo riformulare continuamente, nella speranza che – stavolta – sia la volta buona.

Cosa mi fa rimanere calma e ancora in me? Il fatto che esistano delle eccezioni.

Non sono molte, in realtà. Nonostante ciò…

Quando tutti i piani vanno a farsi benedire e, di punto in bianco, salta fuori un’eccezione… è fantastico!

Scrivo riferendomi a quanto accaduto sabato. Altrimenti detto: ieri!

Con la sveglia puntata per le sette e trenta (beato il fine settimana, momento in cui mi è concesso dormire un po’ di più), avevo in programma di leggere.

Che altro potrebbe fare una tipa come me, se non trovare allettantissima l’idea di svegliarsi ad un’ora decente, spalancare la finestra della camera per godere della fresca aria estiva che c’è di prima mattina e tornarsene a letto per perdersi in mondi di pagine?

Pur volendo rispondere con un deciso “Niente!”…

Consapevole che questo non sarebbe del tutto vero, mi limiterò ad ammettere (senza esagerazioni e senza mentire; in questo modo): “Pochissime altre cose!”.

Ecco.

Potrebbe tranquillamente rientrare nella categoria il fatto di essermi effettivamente tirata su dal letto all’ora di cui sopra, quello di aver effettivamente spalancato la finestra della camera per godere del fresco mattutino, come scritto sopra e – ahimé! – anche l’essermi rimessa a letto con l’intenzione di prendere il libro sul comodino per continuare la lettura dal punto esatto in cui l’avevo interrotta la sera prima, ma… qualcosa è andato storto.

Che succede se, mentre appoggi la testa sul cuscino, con l’idea di trovare una posizione comoda per leggere, ti addormenti di nuovo?!?

Capita che le lancette dell’orologio arrivino in fretta alle nove e un quarto del mattino e che a svegliarti non sia più il bip del cellulare, né il venticello fresco che arieggia la stanza, ma… tuo marito che ti domanda cosa gradiresti per colazione.

«Accidenti, ho dormito troppo anche oggi!».

Immagino che queste parole vi lascino intendere che, con una sveglia puntata presto per tutta la settimana, il sabato non di rado capiti di trasgredire ai buoni propositi.

«Avrei potuto leggere in queste due ore, invece…».

Tipico. Assolutamente, inesorabilmente, sconfortabilmente (non esiste… conio un nuovo termine, giusto per l’occasione)… tipico di me!

«Pazienza, dai! Si vede che eri davvero stanca e che avevi bisogno di dormire».

La comprensione di mio marito, talvolta, mi colpisce.

Giusto un attimo, prima di rimanere male quando poi mi confessa che: «Hai russato come un orsacchiotto!».

Nessuno di noi due ha la più pallida idea di che rumore faccia un orsacchiotto mentre russa, ma… è il modo più dolce in cui mi sia mai stato detto di non essere proprio una personcina discreta, quando in preda al sonno profondo (Risate; prego!).

Ma… veniamo al motivo vero per cui, da più  o meno venti minuti, sto cercando di buttare giù un OblòPost che abbia un senso.

Dicevamo… Talvolta possono esistere delle eccezioni. Allora, anche se tutti i piani vanno a farsi benedire, non è poi così tragico come potrebbe sembrare.

La mia eccezione – di cui non avrei mai scoperto l’esistenza, non fosse stato per il sonno profondo che è tornato a rapirmi un attimo prima di ficcare il naso tra le pagine e non fosse stato anche per il telecomando troppo a portata di mano, mentre ero alle prese con il mio caffelatte bollente (perché, anche se i primi sorsi sono da ustione di non so quale grado, visto che sono lenta a svuotare la tazza… almeno non si fredda subito) e con un cornetto al cioccolato (la cioccolata è un piacere di cui non riuscirei a privarmi nemmeno se fuori ci fossero cinquanta, ma che dico… sessanta, settanta, ottanta, ecc… gradi all’ombra) – si chiama: Agathe Cléry!

Agathe Cléry

Il film è del 2008 ed è una pellicola (si può dire ancora così?!?) di produzione francese; il che mi ha lasciato ben sperare che non sarebbe stato tempo perso, quello passato spaparanzata sul divano a guardare la Tv. Adoro il cinema francese.

A farmi storcere un po’ il naso è stato il fatto che si trattasse di una commedia musicale, che a volte trovo un po’ troppo artificiose e un pizzico lente, ma… niente a cui io non mi sia riuscita ad abituare dopo i primi quindici minuti di visione.

Che dire…

So che rischio di sembrare ripetitiva, di post in post, ma…

Ho adorato tutto di Agathe Cléry!

La trama è quella che non ti aspetteresti di trovare. Il modo in cui la storia si dipana, dall’inizio alla fine, è sempre leggero, ma… anche in grado di far riflettere.

Agathe è una promettente dirigente di un’industria cosmetica, responsabile del marketing della crema Scandinavian, prodotto per pelli chiare e fragili.

Agathe Cléry - descrizione

La sua vita sembra avere tutti i requisiti che lei ritiene importanti.

È una donna in gamba. Stimata al lavoro dai capi, che la ritengono molto efficiente. Un po’ meno dai colleghi che – invece – faticano a far finta di niente di fronte ad aspetti del suo carattere non proprio piacevoli. Ha un compagno che è d’accordo con lei sul fatto che la sua carriera non possa subire uno stop – non in quel momento, almeno – per via di un’ipotetica gravidanza (anche se i genitori sarebbero felicissimi di poter diventare nonni) e si incontra spesso con due amiche che, perlopiù in teoria, si dichiarano “Migliori!”.

Non c’è proprio niente che non vada in lei, almeno fino a che…

Un momento… aspettate momento!!!

Pare proprio che la vita le abbia voluto tirare un brutto scherzo e che tutti, ma proprio tutti, non facciano che notare quanto – improvvisamente – la sua pelle sembri cambiata. In principio è come se Agathe fosse appena tornata da una piacevole vacanza trascorsa distesa sotto il sole di qualche isola tropicale. Per un po’ c’è anche chi la scambia per un’ipocrita, che critica tanto le lampade solari, ma… non esista a farne (forse… ad abusarne!). Ad un certo punto, però…

Eh, no! C’è proprio qualcosa che non va.

Come può essere che, all’improvviso, Agathe si guardi allo specchio e si veda… nera?!?

La diagnosi non lascia spazio a dubbi: si tratta della malattia di Addison che, a causa di una condizione grave di iposurrenalismo e per via dello scompenso di alcuni valori ormonali (riscontrabile con le analisi del sangue), tra cui quello del l’ACTH che porta ad una condizione di iperpigmentazione della pelle, Agathe è destinata a diventare…

…nera per sempre!

Cosa può esserci di peggio, per una persona bianca e razzista?!?

Niente!

Agathe Clery - foto box

La commedia diviene rapidamente un insieme di vicissitudini a tratti esilaranti, che costringono anche lo spettatore ad interrogarsi sul proprio modo di vedere il Mondo.

È possibile che sia così difficile far passare in secondo piano un “particolare” del genere?

È giusto muoversi con l’ombra del pregiudizio addosso?

Conosciamo veramente il mondo che ci circonda… il “nostro” mondo?

Quanto siamo disposti a cambiare, se la vita ci mette di fronte alla necessità di un cambiamento radicale?

Il pianeta è per davvero un miscuglio di colori che possono riuscire a convivere?

La regia di Étienne Chatiliez (che non conoscevo, prima d’ora, ma che – adesso – non vedo l’ora di scoprire anche negli altri suoi lavori) è magistrale nel condurci fino alle risposte giuste. Fino a quel modo di vedere le cose che tutti dovremmo avere. Fino al finale che, lo confesso, speravo di trovare.

Curiosando in rete mi sono poi documentata un po’ su quanto di vero sia stato detto nel film, in merito alla malattia. Pare che la storia sia stata ispirata da un libro scritto nel 2002 da Guy Blanchard, dove si racconta di una paziente che – improvvisamente – si ritrova ad avere a che fare con un cambio totale del colore della sua pelle.

Benché di queste pagine non sia riuscita a trovare traccia alcuna, in compenso ho scoperto che il film è disponibile in versione Dvd! (Che ve lo dico a fare… Fantastico!)

Per chiunque, però, non abbia la pazienza di aspettare il pacco, o non nutra una curiosità tanto forte da spingersi all’acquisto, la storia è disponibile anche sul sito internet di RaiPlay; che – talvolta – è una manna per chi come me non sempre arriva in tempo sulle proiezioni alla Tv.

Sperando di avervi incuriositi almeno un po’… 😉

Alla prossima!

2 pensieri riguardo “Inaspettatamente… Agathe Cléry!!!

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