“Falso in bilancia” di Selvaggia Lucarelli

Con le ferie già archiviate da un po’ (almeno… per la maggior parte di noi!) e la fine – ormai sempre più vicina – della stagione estiva, ecco arrivare anche il momento in cui, di nuovo davanti allo specchio, siamo pronti (più o meno) per osservarci senza veli; armati di coraggio e speranzosi che anche un certa quantità di noncuranza sia dalla nostra.

Mi riferisco a chi, come me, è in perenne lotta con la bilancia… of course! 😊

Non so voi, ma… a me capita di ritrovarmi a fissare quei “rotolini” che – nonostante tutti i piani architettati, tutte le diete dell’ultimo minuto mai rispettate e tutti i buoni propositi che, più velocemente di quanto io riesca a dire hamburger e patatine fritte, vanno a farsi benedire – proprio non ne hanno voluto sapere di abbandonare il mio addome. Nemmeno per una misera, breve stagione. Neppure davanti ad un fastidioso, seppur passeggero, blocco dell’autostima e… farmi arrivare serena (abbandonata, ma contenta) alla prova costume!

Niente! Nada de nada! Nisba! E chi più ne ha… più ne metta!!!

Ogni anno è la stessa storia. E ogni anno, con i costumi di nuovo in valigia, pronti per la prossima vacanza al mare, o per il prossimo sabato pomeriggio in piscina, arrivati a questo punto mi capita di ritrovarmi a fissare lo specchio e, “rotolini” a parte, tirare un sospiro di sollievo.

È passata. Ho di nuovo tempo per… prepararmi in tempo.

E i miei pensieri, sempre gli stessi, tornano a farmi visita così:

“Vabbè; dai!

Cosa vuoi che sia!

Se neanche stavolta sono riuscita a buttar giù almeno un etto…

perlomeno, non ho sudato come una pazza isterica sopra il tapis roulant…

e non sono stata a privarmi di qualcosa che mi andava di mangiare”.

Ed è un loop infinito; praticamente. Puntini di sospensione inclusi.

Almeno fino al momento in cui, ormai stanca di rimanere lì impalata a fissare una situazione immutata, arriva il solito, rassicurante, incoraggiante, bugiardo: “Il prossimo anno riuscirò a non sgarrare!”.

Come nooo!!! Cara, la mia Pinocchio!

Tutti gli anni è la stessa storia. Tutti. Gli. Anni. È. La. Stessa. Storia!

Perché, allora, scriverla dentro ad un Post che – si spera – dovrebbe raccontare “qualcosa di fresco”? Perché buttar giù altre parole, sempre le stesse, su un argomento che – diciamocelo –  è diventato più noioso della noia stessa? Perché dare spazio al Conflitto dei conflitti?

Perché, diversamente dagli anni passati, poco prima che cominciassero le mie vacanze al mare, in compagnia della taglia di sempre e poco convinta sul fatto di dovermene fare una ragione, sono entrata in libreria e ho trovato questo…

Falso in bilancia - Selvaggia Lucarelli

Confesso! Non conoscevo la Lucarelli in veste di scrittrice; prima di queste pagine. E ne sono rimasta colpita. Piacevolmente. Inaspettatamente. Enormemente.

Questo suo libro è un libro esilarante. Veloce nella lettura, quanto nell’innescare spunti di riflessione importanti.

Lo stile è ironico. Piccante. Schietto. A tratti irriverente.

L’Autrice è in grado di snocciolare la questione in maniera perfetta. Raccontando un po’ di sé e un po’ di tutti; in fondo.

[…] Se mi chiedessero “Quale superpotere ti piacerebbe possedere?”, me ne fregherei altamente dell’invisibilità, di volare, di vedere attraverso i muri. Io risponderei, senza pensarci un secondo: “Quello di mangiare senza ingrassare”. Chiederei l’impunità per ogni reato alimentare commesso. Questo sarebbe il vero superpotere. … Un modo per mangiarsi una Sacher intera tutti i giorni rimanendo magri non l’ha ancora inventato nessuno. Perché sia chiaro. Tutti gli articoli di giornale e i saggi e le interviste in cui una donna vi dice: “Io sono felice e fiera dei miei cinque/dieci/venti chili in più!” sono articoli in cui una donna sta mentendo. Non esiste una donna al mondo (e credo neppure un uomo) che potendo scegliere se entrare in una 42 o in una 50 sceglierebbe la 50. E riconoscerlo, senza per giunta avere nulla da rivendicare o l’intenzione di svilire battaglie altrui, è un punto di partenza importante per intraprendere la strada dell’accettazione. Che non significa mentire a se stesse. […]

Storia di una donna che preferisce entrare in una pasticceria, che in una taglia 40.

È il libro che fa per me.

Per quelle volte in cui mi è capitato, anche da ragazzina, di avere a che fare con persone che, completamente consce, benché abbiano provato a far credere il contrario, non hanno trattenuto un’osservazione ad alta voce; o una battutina.

Per quelle parole di cui proprio non riesco a capire la necessità, cui mi sforzo di rispondere con un sorriso.

Per quel fastidio che sento dentro, quando mi accorgo di avere di fronte qualcuno che – prima ancora di farsi un’idea di me, grazie a qualcosa che non siano le forme del mio corpo – mi squadra dalla testa ai piedi; chissà perché.

Non entro in una taglia 40, né in una 42… me ne sono fatta una ragione!

Fatevene una ragione anche voi e lasciamo perdere con questa stupidata del “magrissimo a tutti i costi”! Mi verrebbe da dire.

Basta con questa storia dei canoni di bellezza da rispettare. Dell’importanza dell’immagine in una società che – sempre più social e sempre meno sociale – vorrebbe condizionare scelte, pensieri ed emozioni. Basta con l’uniformazione.

Poi, però, mi convinco a fregarmene e lascio perdere.

Non sono mai stata una tipa incline al condizionamento. Mi dispiaccio a livello umano, ma… lascio perdere.

Quante sono le ragioni per cui si potrebbe offendere qualcuno? Sempre troppe, a mio modo di vedere. Perciò… lascio perdere.

Lasciare correre. Non prendersela: questa è la soluzione.

[…] Ecco, forse noi che non facciamo esercizi di fitness dovremmo fare esercizi di leggerezza. Perché perderemo sempre la guerra coi trigliceridi, ma quella con chi ci giudica per il nostro peso possiamo vincerla. […]

…la Lucarelli ha ragione.

Ok. Esistono al mondo persone con dei chili in più.

Ok. C’è gente che sale sulla bilancia più spesso di quanto prenda un ascensore e ogni volta i numeri sembrano impazzire.

Ok. Gli altri possono essere cattivi e possono provare a fare male.

Capita.

Può capitare.

E… può andare bene così.

[…] È un compromesso tra me e la gola e ho deciso che è un compromesso accettabile. […]

Per svagarsi, ma anche per capire. Per imparare a non giudicare e provare ad accettare. Per sorridere e riuscire a sdrammatizzare.

Falso in bilancia sa far sorridere. Anzi…no! Falso in bilancia sa far ridere.

In quelle parti che non ci si aspetta di trovare. In quelle in cui si è certi di potersi rispecchiare.

Falso in bilancia è un libro che… sa farsi divorare. Proprio come si farebbe con una torta Sacher… potendo non ingrassare! 😉

Vi lasciate tentare?

Alla prossima.

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