“…poesie dell’attesa…”, di Roberto Fiorucci

La poesia è quel qualcosa che… sto ancora imparando a conoscere.

La poesia è quel qualcosa che… non riuscirò mai a conoscere veramente; fino in fondo.

Camminando per mondi di versi; a passo lento. Sperimentando emozioni, frutto di brevità.

Mi addentro in avventure. Spesso confinate nello spazio esiguo di una pagina; eppure… immense.

Con la curiosità di chi ha ancora tanto, tantissimo da scoprire. Con l’entusiasmo di una lettrice alle prime armi. Con la gioia che nasce da approcci sempre nuovi e sempre speciali.

La poesia è quel qualcosa che… non smetterò mai di cercare.

Io; davanti alle pagine. Lettrice ancora inesperta per il genere.

La mia attenzione. Catturata dalla bravura genuina di chi, al di là della copertina, con la penna in mano e un uragano nel cuore, è un po’ alle prime armi anch’esso. Un po’ alle prime armi… come me.

La poesia è quel qualcosa che… può nascere in qualsiasi momento. Nel cuore di ognuno di noi.

Mi imbatto nei versi di Roberto Fiorucci per caso. Al termine di una passeggiata per le vie di Gubbio, che è per entrambi città natale.

Le sue parole sanno attrarmi con immediatezza. Con la stessa velocità con cui mi sento rapita dalle immagini, ad opera del bravissimo Lionello Sciamanna, che accompagnano ogni singolo componimento.

Non ci sono titoli, né numeri di pagina.

È bello assaporare un libro che non ha in sé la pretesa di stabilire un ordine. È bello perdersi tra le righe. Prima da una parte, poi dall’altra. Senza, per questo, compromettere la lettura.

Roberto è un poeta chiaramente attratto dalla bellezza che si cela dietro (e dentro) ogni piccolo attimo. Roberto sa raccontare lo splendore di certi momenti semplici, familiari, senza mai essere banale.

Roberto sa ascoltarsi. Riuscendo a scrivere con la chiarezza tipica del cuore. Con schiettezza. Con sincerità assoluta.

Ed ecco, allora, che in alcuni componimenti ci ritroviamo ad avere a che fare con emozioni e sensazioni amiche.

…ti ha percepito

il mio udito

che hai fatto urlare

le ultime fronde

paurose del volo…

Scrive. Parlando del vento.

oggi è ottobre

e sei un mare

immobile

scuro di lucide onde

dall’aratro solcate

immobili

ma prostate verso

riva…

Si legge, invece, in riferimento ad un campo di morbida avena ondeggiante.

Quindi, si riferisce ad una bottiglia di vetro che cade a terra…

…preziosa

non sei

ma insegni

ancora integra

la

robusta semplicità…

Il libro, che racchiude questi ed altri suoi componimenti, è: “…poesie dell’attesa…(EFG – Editrice Fotolibri Gubbio)

PoesieDellAttesa

 Con questo titolo l’Autore ha voluto mettere in chiaro quanto il suo lavoro sia stato frutto del sapere aspettare.

Paziente. Riflessivo. Neppure in una riga le parole sono figlie del caso, come anche – spostando l’attenzione sul lavoro di Lionello – non lo sono le immagini che le accompagnano.

Poeta e Fotografo hanno saputo mescolare bene gli ingredienti. Loro. “Anime belle. Anime in sintonia”. Per dirla con le parole di Giuseppe Uccellani, nella presentazione che anticipa il progetto.

“Quel monsone che tempestoso sconvolge una monotona stagione di vita… Un vaso pieno di cose bellissime viste e vissute… e la goccia che lo ha fatto traboccare…”

Per dirla con le parole di Roberto; in quarta di copertina. Dove – anche – avverte il lettore:

“Improvviso e insolito sentire…

nei luoghi

e nei momenti più inaspettati…

necessità spasmodica e irrefrenabile

di avere sempre con sé

un foglio e una penna”.

 Felice Poesia a Tutti!

…Alla prossima!!!

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