“Servizio Cacche per Posta” di Flavia Moretti

Qualche volta interrompo la mia routine, intervallando le letture abituali con qualcosa di diverso.

I libri per giovani lettori sono quel tipo di narrativa che dovrebbe riportare in copertina la stessa dicitura che capita di trovare – alle volte – sulle scatole di alcuni giochi: “0-100”; per dire che è qualcosa che diverte, che è bello e che… va bene per tutte le età.

Altrimenti detto: non per forza si deve essere piccoli, per poter giocare. Non per forza si deve essere ragazzi, per poter leggere la “narrativa di genere”.

“Servizio Cacche per Posta – Per ogni ingiustizia una risposta” di Flavia Moretti rientra a pieno titolo in quanto detto sopra.

Cacche per Posta-COPERTINA

Flavia prende spunto da un fatto di cronaca realmente accaduto negli Stati Uniti: un’organizzazione spediva, su commissione e in forma anonima, pacchi contenenti escrementi di varia natura.

Benché si possa essere indotti a pensare che chi scrive per giovani lettori scelga un modo semplificato di cimentarsi con la scrittura, la realtà dei fatti non ci si avvicina al pensiero nemmeno un po’.

Scrivere qualcosa di buono e che possa poi appartenere a pieno titolo al genere, è tutto… fuorché semplice!

Flavia Moretti riesce benissimo nell’intento e con il suo piccolo, grande capolavoro vince il concorso “Castoro 25”.

Il romanzo è divertente e leggero, ma… in grado di far riflettere grandi e piccini.

Il protagonista è il giovane Teodoro Fioretti che, come le prime righe della storia chiariscono subito, ha un modo di fare davvero particolare.

Teodoro, Teo per familiari ed amici, odia le ingiustizie e si ripropone di punire gli ingiustizieri. Il termine non esiste, ma – si sa – ogni progetto importante e degno di questo nome ha bisogno di un buon pizzico di novità e di una quantità smodata di determinazione e Teo ne è ben provvisto.

[…] Ho undici anni e un solo obiettivo: vendicare le ingiustizie. È per questo che sono in silenzio da tre mesi e sette giorni. Non rispondo più a domande del tipo “Come va?”, non dico buonanotte o buongiorno e faccio finta di non avere opinioni su nessun argomento. Sono disposto a parlare solo se è questione di vita o di morte, durante le interrogazioni a scuola o se qualcosa va a fuoco. […]

Il sistema del silenzio sembra andare bene; all’inizio. Teo sa cavarsela alla grande nel non aprire bocca. Almeno, fino a che nella sua vita arriva un minuscolo (così lo definisce. Dopo averlo trovato sotto la pioggia, tutto coperto di fango e con un barattolo di colla vuoto accanto) cucciolo di cane.

[…] L’ho chiamato Fango, per non dimenticare. […]

[…] «Sono stati i Putini, li ho visti, lo hanno torturato. Sono due ingiustizieri senza scrupoli» Mi è uscito dalla bocca, non ho saputo trattenermi, niente da fare. Dopo tre mesi e nove giorni sto parlando di nuovo a mio padre. «Ha parlato! Teo hai parlato, ti ho sentito». Poi continuo ancora: «Fango resta con noi». L’oca lessa fa cenno a papà di non dire niente, prende la borsa e usciamo. In cortile Fango fa la cacca e quando l’oca lessa mi dà una bustina gialla per raccoglierla, mi viene in mente che sarebbe bello spedirla ai Putini. […]

L’oca lessa è la nuova compagna del padre. A Teo non sta proprio simpaticissima, ma… potrebbe esserci di peggio.

L’idea appena nata in cortile, invece, è ciò che Teo trasformerà nel progetto – apparentemente perfetto – di punizioni per gli ingiustizieri.

[…] il mio nuovo socio in affari sta scodinzolando: anche lui ha capito che si è appena accesa la lampadina delle lampadine e ho appena avuto l’idea delle idee. […]

Cacche per posta1

All’inizio sono solo Teo e Fango. Ben presto, però, il piccolo di casa Fioretti si renderà conto che sono troppi gli ingiustizieri in circolazione, troppe le ingiustizie da punire e… troppo poche le cacche giornaliere del piccolo Fango.

Ci vuole un piano migliore. Occorre pensare più in grande.

Teo e Fango si imbatteranno nell’occasione giusta subito dopo aver consegnato il pacco ai Putini.

[…] la mia età, capelli lunghissimi e blu, in mano una pistola ad acqua ormai vuota, in bocca una risata quasi contagiosa e in braccio Fango, che scodinzola come fosse in braccio a me. Smette di ridere e dice: «Paura, èh? Forse hai bisogno di qualcuno che ti guardi le spalle» e, prima ancora che io possa rispondere, facendo il solletico a Fango continua: «Quattro occhi sono meglio di due! Mi offro volontaria, ma solo se consegni una scatola anche per me». […]

La giovane volontaria si chiama Matilda Ansiolini ed è la figlia del proprietario della casa dove Teo vive in affitto con il babbo, Fango e l’oca lessa.

Matilda è convinta che “Cacche per posta” debba diventare un servizio pubblico e che per farsi conoscere e trovare clienti si debba divulgare un volantino…

Cacche per posta2

A maggior ragione, Fango non può farcela da solo.

Sarà l’incontro con la giovane Olivia, che di giorno si occupa di tener pulito il parco, a regalare a Teo un’altra idea brillante.

Olivia odia quelli che vanno al parco con i propri amici a quattro zampe e… non raccolgono le cacche dei loro cani.

Sembra che tutto sia pronto; allora. Che ogni tassello sia riuscito a trovare in fretta il proprio posto e di questo Teo ne è veramente contento. Anche i primi clienti non tardano ad arrivare e si dichiarano davvero entusiasti dell’idea, come del fatto di potersi vendicare di un torto subito in tanto maniera originale.

C’è sempre torto e torto; però. Come anche il fatto che spesso le cose non sono come appaiono.

Ben presto Teo e Matilda si ritrovano a dover fare i conti con il dubbio di non stare facendo la cosa giusta. Di stare vendicando ingiustizie che non sempre sono tali e di essersi limitati, nel farlo, a dare ascolto ad una “sola campana”.

Il romanzo di Flavia Moretti è un libro che si legge tutto d’un fiato, leggero ma pieno di spunti di riflessione. Le parole, corredate dalle bellissime illustrazioni di Desideria Guicciardini, sanno essere un regalo prezioso.

Per lettori in erba. Per giovani lettori. Ma… non solo.

Alla prossima!!!

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