“Elfi al quinto piano” di Francesca Cavallo

L’avvicinarsi del Natale…

Le vie agghindate a festa, le vetrine dei negozi luccicanti. Gli scaffali dei supermercati pieni di pandori, torroni e panettoni; fin quasi ad esserne traboccanti. Le librerie – benché per me lo siano tutto l’anno – in questo periodo speciale, sono luoghi affascinanti; dove è facile perdersi e far sparire ogni affanno.

I racconti della tradizione, ma non solo…

L’atmosfera natalizia tra le pagine è un bellissimo dono.

Una tazza di tè alla cannella, dei biscotti da sgranocchiare, una coperta calda, un divano, un buon libro e… il Natale può cominciare!

Con la testa presa dagli addobbi per l’albero di casa ancora da sistemare, cerco tra le copertine coloratissime un pizzico di ingegno. Poi mi accorgo che c’è un libro che già conosco, proprio lì in mezzo, tra le novità disposte lungo il tavolone di legno.

È una storia che ho già incontrato un pomeriggio per fortuita combinazione, andandomene a zozzo per non-luoghi facebookiani in cerca di chissà quale ispirazione.

Se c’è una cosa che del Natale adoro, al di sopra di ogni, è immaginare il gran daffare che può avere Babbo… tra regali, liste e mille impegni.

Lo immagino indaffarato, tra una fetta di torta e una tazza di cioccolata fumante, ma mai da solo… perché la magia della festa sia ad ogni anno più ricca e invitante.

Immagino il Polo Nord un luogo pieno zeppo di letterine e pacchi in preparazione. Perché ogni bambino buono trovi sotto l’albero un bel dono, senza alcuna eccezione.

Dunque immagino loro, i piccoli elfi di cui vorrei fare parte, alle prese con nastrini scintillanti, rotoloni di scotch e coloratissime carte.

La mia immaginazione è grata nel trovare in libreria questa storia; che parla di Elfi, di Natale e di una missione a dir poco seria.

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Mi catapulto nella lettura, curiosissima di sapere… com’è che nella città di R non c’è mai nulla da temere?

Se lo domandano con me anche Manuel, Camila, Shonda e le loro mamme, che hanno scelto R per la loro famiglia grande.

Ad R nessuno saluta per strada, né si avvicina ai nuovi arrivati per poter stringere loro la mano. Fortuna che almeno i bambini impediscono alla curiosità di fuggir via lontano.

Come la realtà attuale, benché possa sembrare un paradosso, o un’esagerazione, è proprio grazie a piccoli guerrieri se il mondo riesce a non essere un posto con una brutta reputazione.

Con l’emozione nel cuore di una storia che si è fatta leggere in un baleno, lascio qui di seguito parole non mie, sperando di convincere anche voi a visitare R; posto bello, bizzarro e sereno.

Francesca scrive, prima di permettere agli occhi curiosi di tuffarsi tra le righe: «Alcuni credono che ai bambini non si debba parlare delle famiglie con due mamme o due papà, perché “i bambini sono troppo piccoli per capire”. Ma che cosa c’è da capire? L’amore è una cosa semplice».

Dunque… buona lettura e Felice Natale. Qualunque sia la festa e la gioia condivisa, che desidera il vostro cuore.

Alla prossima!

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