“Nevica a Lussemburgo” di Katia Merli

È quasi Natale…

Trascorro l’attesa, viaggiando per “mondi di parole”.

Immersa dentro pagine già vissute tempi addietro, camminando per righe già battute e soffermando lo sguardo su parole già incontrate, mi perdo alla ricerca di particolari ancora ignoti; cercando emozioni magari ignorate.

Parola dopo parola, incontro di nuovo i versi di una poetessa – eugubina come me – che il pensiero mi porta a considerare una penna amica; benché le nostre strade non abbiano l’abitudine di incrociarsi quotidianamente.

Mi ritrovo di nuovo ad accarezzare con lo sguardo quella sua dedica speciale:

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“A Elisa, con affetto. Nelle piccole cose sono nascoste le più grandi fortune”.

Quindi, mentre mi sento sorridere di fronte a tanta semplice verità, voltando pagina mi ritrovo ancora una volta a tu per tu con la lentezza dei suoi versi e con quella sua capacità stupenda di riuscire ad arrivare al lettore.

La penna di Katia è una penna sincera, in grado di far vibrare il cuore.

Tra emozioni tristi ed esplosioni di sole. Tra sofferenze inevitabili e la voglia di fuggire dal dolore.

Dentro ad universi interiori che non sempre è semplice scovare, diventa comunque facile riconoscersi e lasciarsi trasportare.

Spiragli di luce. La ricerca necessaria. Le speranze del cuore; che nulla indebolisce.

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“Nevica a Lussemburgo” è la metafora di un viaggio, per le strade di un mondo che sembra immobile. Di quell’immobilità inevitabile, quando l’essere umano non si sprona all’azione.

Il libro vuole essere dunque un invito a non subire gli avvenimenti. A non lasciar polso alle situazioni. Le poesie di Katia, sincera nel dire quanto – più di ogni altra cosa – la sua penna tragga ispirazione dai propri viaggi interiori, vogliono essere un felice invito al non vivere passivamente.

La ricerca di quelle piccole cose già accennate; dunque. Che potrebbero essere trovate anche rimanendo ad occhi chiusi. Non è la mente, infatti, a individuare.

Perché la mente, talvolta, potrebbe ingannare.

E se ciò che vediamo intorno a noi, ciò che percepiamo… non fosse altro che la risultante del lavorio incessante e magari distorto del nostro pensiero?

E se tutto il nostro ragionare significasse lasciarsi limitare?

 Serve che l’attenzione riesca a spostarsi dal mondo esteriore a quello dell’anima.

Serve coraggio, spirito critico e profonda capacità di osservazione.

La consapevolezza di un viaggio non sempre felice, lungo vie dello spirito che sanno ricondurre alla luce.

Sopiti sospiri tra abbracci ombrosi

di anime spoglie e vuote, 

cuori marciti oltre nulla…

La luce stringe

la notte timorosa, 

anima ammantata di tenebra

fluente di malinconia. 

Brancola l’angelo esodato

nell’incedere incerto

su irti scogli, 

occhi cerulei convinti

di evasione, 

oltre le bufere funeste. 

 

Cercate la luce. Riconoscete le piccole, grandi cose intorno a voi.

Con l’augurio di un felice Natale e di una Buona Vita.

Alla prossima!

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