#FulgineaMente: “Come il miele sugli spiedini” a Rasiglia!!!

Sto imparando a… lasciar “decantare”.

Forse è un termine improprio, per il contesto cui intendo riferirlo, ma… è ciò che mi viene in mente, ogni volta che mi ritrovo a viaggiare per “strade personali”; piene di ricordi belli, emozionanti e… più o meno freschi.

Lasciar decantare mi piace.

Lasciar decantare sta diventando, per me, un buon modo per non sentirmi più sopraffatta dalla fretta di questi tempi moderni e per riuscire ad apprezzare come si deve la meraviglia della lentezza, che certe volte ci vuole, e il lato speciale del “dopo”, del “più tardi”; senza – per questo – dovermi poi additare allo specchio come una procrastinatrice irrecuperabile.

Sono una tartaruga che ama il suo incedere.

Altrimenti detto, apprezzo che questo mio approccio personale alle cose (non a tutte, ma ad alcune… sì!) sia assistito dalla tecnologia moderna; che tanto ci vuole costantemente “connessi”.

Temo che, diversamente, dei miei ricordi (e dei miei successivi viaggi in essi) rimarrebbe ben poco.

Sono una tartaruga che ama il suo incedere, che adora scattare fotografie, ma che gode di una pessima (e quando dico pessima, intendo pessima per davvero!) memoria.

E cosa può esserci di meglio di un appuntamento “libroso”, in un posto in cui da tempo sono curiosa di andare, ma per il quale – ahimè! – ho continuato a rimandare?!?

L’occasione mi è capitata “per le mani”, decisamente inaspettata, mentre già pensavo di dovermi dirigere altrove.

L’evento che mi ha permesso di realizzare un piccolo sogno e vivere, al contempo, un bel momento in allegria, in compagnia di persone piacevolissime e insieme a libri altrettanto interessanti è stata una presentazione collettiva; in riferimento ad un concorso letterario cui il mio “Come il miele sugli spiedini” sta partecipando.

Al di là di come andranno le cose (sempre e comunque dita incrociate!), di tutto rimarrà un bellissimo ricordo.

Eccomi, allora, intenta a scriverne… ora.

Perché, oltre alle immagini, provi a parlare anche il mio cuore. Perché, a distanza di una settimana, mi sono ritrovata a spasso per le mie “strade personali” e sono finita di nuovo lì.

“Devi assolutamente andare a visitare Rasiglia! Sicuramente, ti piacerà!”

Ho perso il conto delle volte in cui me lo sono sentita dire, negli ultimi tempi.

Rasiglia è quel piccolo borgo umbro poco distante da Foligno, in provincia di Perugia, meglio noto al mondo come “Borgo dei Ruscelli”, o “Piccola Venezia dell’Umbria”.

Credetemi se vi dico che: è un incanto per davvero!

Nonostante le dimensioni ridottissime, nonostante le pochissime case, nonostante lo si riesca a visitare in pochissimo tempo.

Il bello è proprio rimanere a passeggiare per quelle vie. Ripetere i percorsi. Lasciarsi cullare dal rumore costante dell’acqua in movimento. Scorgere tra quelle mura di pietra pezzi di vita ormai di un’epoca passata.

Avevo la curiosità di visitare Rasiglia e ci sono capitata per caso… grazie ad una storia!

Ringrazio il premio FulgineaMente (giunto alla sua IV Edizione), per questa bellissima opportunità.

Ringrazio la signora Ivana Donati, Presidente dell’Associazione che dà il nome alla manifestazione, tutti i collaboratori della stessa, le diverse Giurie (tecnica e popolare), che in questi giorni sono e saranno impegnate nella lettura dei 37 libri partecipanti e la signora Anna Maria Romano. Un grazie davvero speciale va a Lei, che mi ha affiancata in questa esperienza; non facendomi sentire sola su quel tavolo.

In merito a “Come il miele sugli spiedini”, cosa dire… so che, ancora, potremmo viverne delle belle insieme! Lo spero.

Non ricordo se l’ho già fatto in post passati (Tartaruga con un pessima memoria; ricordate?!?), ma… approfitto di questo mio viaggio indietro di una settimana per lasciare qui di seguito la Sinossi:

Antonio, Luca e Pietro sono i tre uomini della famiglia Spiedini.

Felice della sua vita in campagna, Antonio – Tonio per gli amici – si rammarica però di non riuscire ad avere un rapporto più sereno con il proprio figlio. È convinto che, fosse stata ancora viva la sua dolce moglie Franca, molte cose non sarebbero successe e – forse – Luca non si sarebbe allontanato tanto.

Luca è troppo preso dai suoi affari che vanno male e dal suo lavoro di grafico che sta lentamente colando a picco, per rendersi conto di quanto stia succedendo al padre e per comprendere quanto lui stesso sia l’unico responsabile di tanti dubbi e di tanta tristezza.

Riesce a malapena a star dietro alle esigenze di suo figlio Pietro che – mentre tutt’intorno è un gran caos – cerca di non farsi cambiare dal divorzio dei genitori.

Come la maggior parte dei figli di persone divorziate, anche Pietro vorrebbe che il babbo e la mamma la smettessero di litigare e tornassero insieme, ma non ha il coraggio di dirlo a nessuno; anche se nonno Tonio lo ha capito ed è d’accordo con lui.

Toccherà ad una piccola eroina inaspettata dare l’input giusto per provare a salvare la situazione. Perché, quando i problemi si fanno davvero seri, serve l’aiuto di chi se ne intende in fatto di famiglia e di organizzazione.

Una giovane ape regina è sopravvissuta per caso ad una morte che, stando alle conoscenze di Tonio in fatto di apicoltura, sarebbe dovuta essere certa.

Pur sorpreso dell’accaduto, quest’ultimo decide comunque di prendere la cosa come un segno e di dare credito ad un vecchia idea mai andato in porto. Magari Franca poteva aver ragione, nel dire che il loro miele era oro liquido. Magari, con un pizzico di ingegno e tanto impegno, insieme a Luca avrebbero potuto farne un commercio.

La foto giusta allo scopo è quella dentro il vecchio album di famiglia. Il momento giusto, per provare a parlare con il figlio, sarà durante una visita a sorpresa nell’appartamentino in cui Luca vive completamente solo; da quando è tornato ad essere uno scapolo.

Certo, non sono molte le api su cui poter contare; per un’eventuale produzione iniziale. Eppure, solo il fatto che quella piccola regina sopravvissuta sia riuscita anche a creare una famiglia dal nulla è per Tonio un gran segno di speranza. Perciò… perché non buttarsi lo stesso? Tentar non nuoce!

Così, anche se Tonio è più che sicuro che non sarà semplice farsi ascoltare dal figlio, si prepara a proporre il suo progetto davanti ad un bel piatto di frittata.

Se le cose andassero per il verso giusto, potrebbero anche farcela a convincere la banca a stare dalla loro parte e riuscire – in questo modo – a non ipotecare la casa di campagna, per salvare lo studio grafico. Ma, per quanto Tonio si dimostri si dimostri ottimista, Luca non è dello stesso parere e la serata si conclude con una litigata.

Toccherà a Francesco, ex suocero affezionato, riuscire a riportare il sereno tra i pensieri agitati e pessimisti del giovane Luca Spiedini. Parlandogli di qualcosa che avrebbe potuto essergli d’aiuto.

Grazie ad un accordo segreto stipulato anni prima, nonno Francesco, nonno Tonio e nonne consorti erano riusciti a mettere da parte un po’ di soldi.

Benché inizialmente avessero stabilito che quella cifra dovesse andare al nipote, quando sarebbe stato più grande… alle prese con la crisi economica del momento e consapevoli di quanto anche il piccolo Pietro soffrisse nel vedere il babbo sempre tanto preoccupato per il proprio futuro lavorativo, di comune accordo i nonni decidono di cambiare la destinazione d’uso di quel denaro e di fare in modo che la banca se ne appropri per saldare una parte del debito dello studio grafico.

A conti parzialmente sistemati e in procinto di dare il via anche a nuove collaborazioni lavorative, Luca riuscirà a tornare da babbo Tonio con il cuore colmo di gratitudine e con una voglia matta di… cotolette! Come i pranzi di famiglia che mamma Franca preparava sempre, ogni volta che c’era qualcosa di importante da festeggiare.

Al momento del loro primissimo mercatino dei prodotti biologici ed agro alimentari, Tonio, Luca e Pietro sono convinti… l’avventura non può più aspettare!

La giornata si trasformerà presto in un momento indimenticabile; anche se nonno Tonio non è proprio sicuro di riuscire a cavarsela con certe cose e Luca non ha la più pallida idea di come si faccia a mettere in piedi un gazebo. Il piccolo Pietro è certo di aver fatto bene la sua parte, spargendo la voce a scuola, tra insegnanti e compagni, in merito a quella bella, nuova attività di famiglia.

Basterà dunque poco, perché la situazioni si animi a dovere.

E, tra le tante visite ricevute, ce ne sarà anche una inaspettata.

Laura ha saputo dal figlio cosa l’ex marito e suo padre si sono messi in testa di fare e ha deciso di voler partecipare al progetto.

Un mercatino al aperto – si sa – è molto più speciale con un pranzo al sacco; invece dei soliti panini scelti di fretta davanti al bancone di un bar.

Toccherà poi al dolce il ruolo di colpo di scena.

Chi l’avrebbe mai detto, che il miele sta benissimo anche sugli spiedini di frutta.

Tanto azzeccato, quanto il cacio sui maccheroni.

Come il miele sugli spiedini; allora.

E sia, con allegria!

Grazie alla Bertoni Editore e a Jean Luc Bertoni, per aver creduto in Tonio, Luca, Pietro e compagnia bella.

Grazie!!!

Alla prossima! …Stay Tuned 😉

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